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Maurizio Martinoli | noiduepercaso

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faccio 30, ma non faccio 31!

mamma mia… sabato faccio 30 anni, cioè non so se rendo… trenta anni… ho un giorno in meno della mia vespa smontata, sono cmq un botto di anni… in fondo però me la sto vivendo bene, l’altro giorno mi hanno dato 24 anni, sarà forse perchè non ho tanti peli sul petto… (vabbeh se fosse per questo a fabio gli darebbero 12 anni, poi lo guardano in faccia e gliene danno 45!)

dovrei fare un resoconto di quello che ho fatto fino ad oggi… però mi mette una tristezza farlo… quindi non lo faccio! ricordatevi di farmi gli auguri, bastardi!

PS: essendo nato il 9 agosto, da bambino erano rare le volte in cui potevo fare una festa di compleanno con i miei amichetti visto che tutti partivano per le vacanze… si finiva sempre per farla al paese in valtellina con persone che conoscevo a malapena! sigh!

porky’s weekend coming up

i 5 caballeros sono in partenza per Barca…dopo aver sfidato le calienti mujeres spagnole torneranno?
Anche a Cuba se lo chiedono

…il viaggio in cui non si faranno prigionieri esta per iniziare… what happens in barcelona, stays in barcelona!

che finaccia!

e beh… siamo tornati dal porky’s weekend senza neanche un arresto o una denuncia… è un ottimo risultato.

inanzitutto un bel video per farvi avere un’idea dello spirito di questo weekend

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si è iniziato col spingermi nella toilette dell’aereo, farmi gonfiare una bambola gonfiabile e farmi fare un giro per tutto il corridoio insieme a “mary” (questo il nome della nostra amica) mentre la gente rideva, faceva foto, applaudiva! alla fine mary ha fatto tutto il viaggio vicino a me con tanto di cintura legata attorno al suo corpo nudo!

tanti altri aneddoti, tantissime altre storie, miliardi di risate… insomma, peccato per chi non c’era perchè questo weekend è stato esattamente come me lo aspettavo… indimenticabile!

grazie fabrizio, marco, manuel e marco ;-)

vi lascio con tre foto che parlano più di 1000 parole! (per le altre mettetevi in lista di attesa!)

effetto wii

a natale bacco mi ha regalato la wii… girando per la rete ho beccato questo articolo che rispecchia esattamente quello che mi è successo i primi giorni; c’è da scompisciarsi dalle risate!

da “il sole 24 ore

“Sono anni che faccio sport quasi quotidianamente, con ottusa e tossica determinazione. Appartengo a quella schiera di sportivi compulsivi che se c’è il sole si va a correre, se piove o nevica meglio ancora. Con il sereno ci vanno tutti, con le intemperie siamo in pochi, ci riconosciamo, ci salutiamo. In anni che faccio sport in condizioni climatiche proibitive non mi sono mai ammalato. Non ho mai avuto uno strappo muscolare o una lussazione. Poi ho trascorso una serata a gareggiare con quattro ragazzini di dieci anni alla wii e mi sono strappato la spalla destra. Sono quattro giorni che ho la febbre, la bronchite mi fa fischiare i polmoni, gli amici mi guardano con commiserazione.
Dopo il Natale 2008 e alla faccia della crisi, pagando in contanti o indebitandosi pur di metterci le mani sopra, molte famiglie si sono lanciate sulla wii. Per questo ho voluto provarla anch’io. La wii è una sorta di simulatore di sport da salotto tutt’altro che economico, un surrogato dei campi sportivi al tempo del l’apocalisse. Per l’esatteza è un videogioco, una consolle con la quale i bambini si confrontano agonisticamente con dei pupazzi dentro la tv, brandendo in mano una specie di cornetta e utilizzandola di volta in volta come fosse una racchetta da tennis, una palla da bowling, una mazza da golf. Con movimenti che sembrano la caricatura di quelli che farebbero sul campo di gioco. Oltre alla cornetta esistono anche altri supporti, tra cui una specie di piattaforma da mettere in terra e su cui salire per simulare altre attività.

La wii però non è di sola pertinenza dei bambini. Nell’epoca della dissoluzione dei conflitti tra le generazioni, la dialettica tra padri e figli si inscena nei salotti dei nostri appartamenti. I figli finiscono trionfanti ogni partita, genitori e nonni si lasciano cadere doloranti sui divani, gli occhi spalancati, i capelli in aria e la minaccia dei compiti come unica via d’uscita per non abdicare del tutto al principio dell’autorità. Ho trascorso una serata a farmi umiliare da quattro ragazzini a ogni sport che ho simulato dentro il salotto. Era tutto così mortificante che non esultavano nemmeno più. Mi guardavano come dire che ce l’avevano messa tutta, per non vincere. Ogni tanto, quando ero esausto, scappavo in cucina tra gli adulti. Lì ferveva un gran dibattito sugli elettrodomestici che ciascuno dei presenti possedeva. Noi abbiamo la macchina per fare il pane e l’affettatrice. Noi la macchina per fare il pane no, ma abbiamo quella che trasforma l’acqua dell’acquedotto in acqua gasata, guardala lì, senti che buona. Poi comunque anche sulla macchina del pane bisognerebbe discutere, perché ci sono quelle che ti preparano anche la pasta per la pizza, e quelle che invece fanno solo il pane. Noi abbiamo la vaporiera, ma la usiamo tantissimo. Sarebbe bello comprarci il bimby, con il bimby si fa tutto. E la gelatiera? Dalla cucina poi tornavo in salotto richiamato dai quattro ragazzini che mi dicevano che se non giocavo l’articolo lo scrivevano loro.

Così ho giocato prima a tennis. È stato a tennis che mi sono fatto male alla spalla, con un rovescio pensato come se avessi in mano una racchetta, ho lanciato il braccio, ho sentito una fitta, ho fatto finta di niente. Poi ho perso stoicamente quasi ogni partita, stringendo i denti, esultando ogni volta che ho fatto un punto. Al pugilato dovevo fare così pena, ai miei sodali, che mi hanno fatto combattere al primo livello, quello dei negati e degli adulti. Era così basso il grado di difficoltà, che i pugili contro cui combattevo avevano gli occhiali, il che dava la misura della considerazione che avevano di me i miei avversari. Anche contro i pugili quattrocchi, comunque, ho dovuto penare. A bowling i miei lanci pendevano a sinistra, mai fatto uno strike. Non so come fosse possibile, lanciavo in avanti la cornetta, la palla andava storta. Peggio di me, soltanto una mia piccola avversaria, che lanciava ostinatamente e sadicamente la palla contro il pubblico, che saltava dolorante o indispettito. Al golf, infine, ho totalizzato il record negativo. Complice la spalla che ormai non sentivo più, e forse anche a causa dello stordimento per la cena, ma insomma la pallina la lanciavo sempre in mezzo agli alberi, tra l’erba alta, e comunque lontanissimo dalla bandierina. La serata si è conclusa così, con questa mia totale disfatta tecnologico/sportiva. Tutto è finito con la mia spossatezza, il mio infortunio e il loro trionfo così smaccato e iterato da rasentare la noia più totale.

Così, ammutolito sul divano, ho pensato che finiremo tutti bianchicci, con incarnati da salotto, a fare sport in questo modo. Almeno fino a quando non inventeranno i simulatori di aria buona, quelli di sole, di pioggia e di neve. In parte li hanno già inventati. Poi ho pensato che poco per volta non avremo più bisogno di nessuno, potremo finalmente murarci vivi dentro casa. Il mondo, che resti fuori, e non disturbi il nostro sonno. Tennis, ci giochiamo in casa. Golf pure. Il pane ce lo facciamo, la pizza anche, compriamo un prosciutto enorme e ce lo affettiamo giorno dopo giorno con gusto e parsimonia. L’acqua gasata è un attimo. Abbiamo tutto, non vogliamo più nessuno. Siamo pronti per la fine del mondo.”

cmq per la cronaca ora sono arrivato a 1914 come livello a tennis… e andiamo!

come funzionano le poste

vi volevo raccontare quanto funzionano bene le nostre care poste italiane.

sabato mattina ci citofona il postino dicendo che c’era una raccomandata a mio nome. già stavo bestemmiando in turco pensando che fosse una multa, un’altra multa di bacco chiaramente!
scende carlotta (io stavo tipo in mutande) e ritira la raccomandata: per fortuna niente di che, era semplicemente la risposta ad un ricorso che carlotta aveva fatto per una multa di un po’ di tempo fa.

menomale, mi avrebbe veramente rovinato il weekend.

martedì, tornando dal lavoro, che ti becco nella cassetta delle poste? un avviso che c’era una raccomandata per me! cazzo! un’altra multa ho pensato, forte pure del fatto che il numero di raccomandata iniziava con il 7, quindi attenzione perchè se inizia con il 7 è sicuramente una multa (maurizio’s tip! :-)

stavo veramente sbroccando, l’avevo scampata sabato ma stavolta era sicuro una multa… la risposta al ricorso ci era arrivata, non poteva essere nient’altro che una multa! mi mettto su internet, cerco di capire da dove proviene la raccomandata ma non trovo niente!

il giorno dopo mi alzo preso, alle 8.15 sono davanti l’ufficio postale di acilia (nota: sappiate che quell’ufficio postale raccoglie ormai mezzo milione di persone, da casal palocco, all’axa, ad acilia, al nostro quartiere…. veramente un mare di persone). l’ufficio apriva alle 8.30 e alle 8.15 già c’era la fila fuori.

arrivano le 8.30, aprono, prendo il mio bel numeretto L002 e aspetto… arriva il mio turno, la signora mi da la busta, vedo che è dei vigili e tra me e me mi dico “non c’è scampo, tutte le speranze sono finite, è una multa”.

mi allontano con la busta, la apro e che ti trovo dentro? una fotocopia fatta col ciclostile dove mi dicevano che un mio parente aveva ritirato la raccomandata che mi era arrivata sabato! vi giuro non ci volevo credere… immaginate voi che storia: esce un omino il sabato, mi porta la raccomandata a casa, carlotta la ritira… il martedì esce un altro omino che prova a consegnarmi la raccomandata dove mi si avvisa che carlotta ha ritirato l’altra raccomandata, mi citofona, non trova nessuno, mi lascia un avviso di giacienza e riporta la raccomandata all’ufficio postale. arrivo io, apro la cassetta, trovo l’avviso di giacienza, mi incazzo pensando che sia una multa, mi alzo presto, faccio la fila alla posta e ritiro un fogliaccio fotocopiato dove mi dicono che un mio parente ha ritirato la mia raccomandata!

beati a loro… non c’hanno veramente niente da fare!

non c’è due senza tre

non c’è tre senza quattro, non c’è quattro senza cinque e speriamo basta veramente!

mi sono sempre dimenticato di dirvi che la sig.ra martinoli (quanto rosica di questa cosa…) il giorno del matrimonio doveva andare al centro a farsi bella. accende la macchina e che cosa trova? provate a indovinare… la figura qui accanto vi potrebbe aiutare! eh già, aveva bucato un’altra volta, a che numero siamo? boh!?

l’altro sabato dovevo usare la macchina e carlotta dovva andare al centro. prendo la macchina faccio qualche metro e le faccio “carlo’, ma non setti un rumore strano?” e lei “no no, sono le buche sulla strada”…. bah… lascio carlotta alla metro, continuo e sento che il rumore è veramente strano… mi fermo e che cosa trovo? un’altra ruota bucata! chiaramente non avevo bucato io perchè il rumore l’ho sentito appena presa la macchina… ormai non ci sono più parole!

ahhh conoscete qualche assicurazione che assicura i copertoni?

via per la ciaspolata

oggi si parte per la ciaspolata insieme a marco e all’altro marco… tutti uomini, niente donne, è una cosa per “noi uomini duri”, niente femminucce che ci rallenterebbero la camminata.

due anni fa, sempre nei giorni della merla, il primo giorno ci siamo fatti 9 ore di camminata… all’inizio ero sempre in testa alla fila, spingevo come un addannato, sembravo nembo kid… poi, dopo 6 ore c’ho avuto un crollo fisico e psicologico tale per cui se marco non m’avesse dato un po’ di sali minerali mi dovevano venire a prendere con l’elicottero… mettici pure che avevamo perso il sentiero e che camminavamo in mezzo alla montagna dove affondavamo fino al ginocchio ad ogni passo che facevamo… miii le ultime due ore sono state interminabili!

quest’anno ci facciamo questo percorso qui. se non ci sentite per lunedì chiamate l’elisoccorso :-)

uomini delle nevi

siamo tornati sani e salvi, e questo è già un dato di fatto! weekend spettacolare tra i monti del casentino… veramente una bellissima esperienza!

il primo giorno ci siamo arrampicati fino all’eremo di camaldoli, in mezzo ad un bosco pieno di faggi ed abeti. pranzo al sacco presso l’eremo e poi giù al rifugio “le capannine” dove avevamo lasciato le macchine. totale della camminata effettiva: 6 ore e 20 minuti.

il secondo giorno il sole non si è fatto vivo ma abbiamo beccato ore e ore di nevicata continua… più salivamo e più neve c’era lungo il sentiero… senza ciaspole sarebbe stato impraticabile. la neve aveva ricoperto tutto, ogni singolo ramo di ogni singolo albero, uno spettacolo della natura. abbiamo provato ad arrivare alla cascata ghiacciata ma c’era troppa neve lungo il sentiero ed ogni passo pesava come un macigno. abbiamo ripiegato su “la penna” per poi pranzare al rifugio fangacci con il culo in mezzo alla neve (il rifugio era chiuso!)

insomma, due giorni immersi nella natura più selvaggia dove abbiamo preso di tutto, dal sole, al vento, alla neve, al freddo… veramente tutto! ecco a voi un po’ di foto!

per le foto ad alta definizione cliccate qui

come ero…

ecco come sarei stato se fossi nato quasi 4 milioni di anni fa… sempre un figo cmq! :-)
se volete provare pure voi ‘sta cagatina trovata su internet andate su questo link.