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Maratona Di New York | noiduepercaso

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11 dollari buttati


niente… non ho mai vinto niente alle estrazioni (lotto, lotteria, tombola…) e questa volta non poteva essere da meno! ieri hanno fatto l’estrazione per la maratona di new york e non mi hanno estratto… bastardi!!! me la pagherete!!! (invece sarò io a pagare loro… ancora maledetti!)

risolvere un problema su twitter

ieri mi è capitata una cosa che non avrei mai pensato possibile… risolvere un problema con fineco usando twitter!

ecco la storia: mi sono iscritto alla maratona di new york per il prossimo novembre. per iscriversi bisogna chiaramente pagare e solo con carta di credito. al momento di inserire la carta di credito l’autorizzazione mi viene negata e mi dice di contattare la mia banca. cerco su internet e sembra che fineco blocchi alcuni siti per motivi di sicurezza.

alchè mi metto su twitter, cerco l’account di fineco e vedo che molti clienti contattano la banca su twitter e loro rispondono risolvendo spesso le problematiche.

così decido di scrivere e posto un tweet diretto a fineco un po’ polemico

fineco risponde velocemente confermandomi quanto avevo scritto. visto che però il problema non era risolto, posto un altro tweet

in effetti dopo 10 minuti mi squilla il cellulare e una signorina, iper gentile, mi spiega tutto e mi dice ch epuò togliere il sito della maratona di new york temporaneamente dalla blacklist fino a che loro non proseguono ad addebitarmi la carta.

risultato: risolto tutto in 10 minuti e tutto senza chiamare nessuno o attendere minuti e minuti in attesa cercando di digitare l’opzione giusta sull’albero di navigazione del centralino.

spettacolo!

i’m in to finish 2012

proprio così… sono riuscito ad iscrivermi ufficialmente alla maratona di new york del 2012, senza passare da agenzie & co. ma con un tempo ufficiale tale da confermare la guaranteed entry!

il prezzo? lasciamo stare… 347USD per avere solo il pettorale, ovvero l’iscrizione… è una cosa che farò una volta e basta, è veramente troppo per una maratona. oltretutto è aumentato di 80USD dall’anno scorso, un aumento inverosimile! l’organizzazione attribuisce questo prezzo all’aumento di tasse del comune di nyc. leggendo sul sito ufficiale si legge:

Why are these fees higher than last year?
The cost of producing the race has increased due to many factors including increased costs for event staging, labor, and the services of NYC agencies. Operating costs that significantly affect the race — like gas, insurance, and bridge tolls — continue to rise, which increases the cost of doing business in the world’s greatest city for running. Our race fee has gone up due to these increased race operation costs and city agency fees, which are required to maintain our world-class standards in safety and quality.

bah, secondo me è indecente far pagare una maratona quel prezzo, non è veramente giustificabile. però, alla fine, mi sono iscritto e quindi c’è poco da lamentarsi. se avessi voluto mantenere il punto non sarei dovuto iscrivermi… invece… ripeto, once in a lifetime!

NYCMarathon non fornirà il servizio di “bag dropoff”

per i non podisti intanto spiego che cosa è il servizio di bag dropoff in una corsa: prima di una gara lunga, soprattutto se disputata in una stagione fredda, i podisti sono soliti portarsi dietro vestiti caldi ina una borsa o zaino. poco prima della partenza si svestono, mettono tutto dentro lo zaino e lo lasciano all’organizzazione che pensa poi a rifar trovare lo stesso zaino all’arrivo.

in questo modo il podista che arriva stremato ha vesititi asciutti, un cellulare per chiamare a casa e dire che è ancora vivo, dei soldi per comprare un biglietto della metro… insomma oggetti INDISPENSABILI dopo 42km di corsa.

quest’anno, i geni della maratona di new york, si sono inventati di eliminare questo servizio perchè all’arrivo si formava troppa calca di gente. in sostanza hanno mandato una mail qualche giorno fa dicendo che il servizio è stato eliminato e che non sarà possibile portare nulla con se.

ora, per chi non lo sapesse, la maratona di new york è la maratona più partecipata al mondo. l’anno scorso fece oltre 46.000 finisher. sicuramente ci sarà stata una bella calca all’arrivo, ma non si può risolvere il problema eliminando il servizio.

questo significa che il 4 novembre, a new york (temperatura al quanto freddina), dovremmo prendere il traghetto alle 5.45 di mattina, arrivare a staten island, aspettare al freddo e al gelo fino ad almeno le 9.40, ovvero l’orario della prima wave di partenza. il tutto in calzoncini e maglietta.

in realtà c’è un’alternativa: vestirsi pesanti e buttare tutti i vestiti alla partenza, esattamente butttarli via. ciò non toglie che si arriverà al traguardo sfiniti e emaciati dalla stanchezza e bisognerà sperare di incontrare un familiare con il cambio pulito e asciutto, altrimenti so’ cazzi.

e certo: se non trovi un familiare non hai neanche il cellulare con te per chiamare qualcuno e non hai nemmeno 1 dollaro per comprare il biglietto della metro e tornare in hotel!

i geni della INGNYCMarathon hanno pensato di mettere dei meeting point divisi per lettera iniziale del cognome dentro central park, in questo modo, secondo loro, sarà più facile incontrare qualcuno!

chiaramente, questa cosa ha fatto sollevare la rivoluzione su internet! la gente ha cominciato a chiedere rimborsi, a prenderli a parolacce, a dirgli che gli manderà il conto dell’ospedale per il ricovero dovuto alla polmonite che si beccherà, ecc. ecc.

al momento gli organizzatori hanno almeno recepito il malcontento totale che hanno scatenato e sul sito hanno postato quanto segue:

staremo a vedere, speriamo che trovino una soluzione perchè così non è veramente sostenibile!

pompaggio per new york

tra poco meno di due mesi ci sarà la maratona di new york… ok, 42km a new york sono identici a 42km a roma o treviso o in qualsiasi altra parte del mondo… però stavolta il mio obiettivo non è banale. voglio scendere sotto le 3h, il che significa una media di 4’15″/km, o per chi non corre, significa fare 42km a 14,2km/h costanti… non è proprio facilissimo diciamo.

l’altro giorno mi sono imbattuto in questo bellissimo articolo di un runner, antonio baccu. mi sono riconosciuto in ogni sua singola parola, è pazzesco ma è proprio esattamente come dici lui, in tutto e per tutto…

eccolo a voi

E’ là in fondo, all’orizzonte, proprio come l’agognato striscione d’arrivo durante l’ultimo chilometro. La maratona che stai preparando comincia a essere… a tiro di calendario.
La preparazione si fa più intensa e, volente o nolente, “la prova” che ti attende diventa quasi uno sfondo. Una tela su cui, più o meno consapevolmente, proietti tutti gli avvenimenti della giornata.
L’allenamento mattutino, d’intensità crescente fino al picco delle tre settimane prima della gara, lo corri con la testa già lì, nella città che hai scelto e nella simulazione della corsa che ti vedrà protagonista.
“Troppo piano, non ce la farò mai a tenere quel ritmo”. O “troppo forte, mi stronco le gambe e mi rovino gli allenamenti successivi”.
“Madonna, che cattive sensazioni. Mi preparo da mesi e sono ancora a ‘sto punto? Disastro…”. Oppure “Oggi si vola, magari fosse oggi la maratona… Invece quel giorno chissà come andrò, che condizioni meteo ci saranno…”
Arriva il pranzo e ti mangeresti anche la tovaglia. Però c’è la maratona che ti aspetta. Più pesi e meno vai. Carboidrati, proteine, grassi, Omega 3, tutto nel giusto mix. Ma non troppo, per carità, se no chi li porta in giro tutti ‘sti chili?
Il lavoro si fa intenso? “Ho bisogno di riposo, domani ho un allenamento duro…”
E poi se piove “che rotta andare a correre”. Se fa caldo “non tengo il ritmo”, se l’allenamento è all’alba vorresti dormire un po’ di più, se è tardi “beati quelli che oggi hanno già corso…”
I chilometri da sobbarcarti aumentano e ti senti sempre più stanco e pieno di dubbi e dolorini assortiti.
Mandi a quel paese tutto? Ma sì, dai, una trasgressione, l’eccezione che conferma la regola…
Però non ce la fai. Addenti il dolce e senti subito quel senso di rimorso… Lo sfondo, ancora lo sfondo della maratona… Salti un allenamento e ti ritrovi a tormentarti: “Che idiota, con tutto quello che ho fatto fino ad ora… Mollare e rovinare tutto proprio adesso…”
E non ti aiuta il fatto che comunque non vincerai, che non sarai tu a correre dietro la macchina dell’organizzazione, che arriverai centesimo o millesimo e gli amici ti diranno: “Dai, però… Pensavo che fossi tra i primi. Con tutto quello che ti alleni…”
Sei tu contro te stesso, è il tuo tempo quello che punti a migliorare. Non puoi essere il baro e l’imbrogliato allo stesso tempo.
Così non lo sai, ma forgi il carattere. Metti le basi per quegli ultimi chilometri in cui non ce la farai più, ma sarà il cuore a sospingerti dove la testa e le energie non arriveranno.
Perché, come ha detto Alonso dopo l’incidente di domenica scorsa, che gli ha fatto rischiare la vita e perdere punti importanti nel mondiale di Formula uno, “Non c’è arcobaleno senza pioggia”. E non c’è maratona senza fatiche e rinunce, negli allenamenti e negli stili di vita.
Arriverà quel giorno, sta per arrivare, è sempre più vicino.
Nessuno ti obbliga a tirarti a lucido, a presentarti in gran spolvero, a dare il meglio di te già prima, non solo durante la gara. Nessuno ti obbliga, tranne te stesso.
Quella che porterai alla fine di quei 42 chilometri e 195 metri sarà una macchina perfetta, sfruttata fino all’ultima goccia di carburante.
Mi è già capitato, in 28 città del mondo. Tagli quel traguardo, sei allo stremo delle forze, ti bei della gioia di aver fatto appieno il tuo dovere, al meglio delle tue possibilità.
La prova è alle spalle, adesso c’è la cena degli sfizi a cui avevi rinunciato fino a qualche ora fa. Adesso spazio alle mangiate con gli amici, a quel bicchiere in più e a quella dormita fino a tardi che ti eri negato in omaggio allo sfondo, alla maratona.
C’è questo e molto altro, di bello, che ti aspetta. Perché sai che vieni dalla fatica e che quindi la corsa e i sacrifici ora ti ripagheranno con l’extragusto: la possibilità di godere, al doppio della gratificazione, di piaceri che per altri sono divenuti il pane quotidiano. Un pane che, giorno dopo giorno, proprio perché non guadagnato, perde appeal e sapore.
Ti guardi allo specchio, con quella medaglia appena conquistata, e ti senti magro, essenziale, senza un filo di grasso in più. E orgoglioso di te e del centesimo o millesimo posto che gli almanacchi ti hanno appena consegnato.
Sai bene che sono in arrivo meritati oltraggi alimentari e giorni che rovineranno, a colpi di grassi e calorie, quella macchina perfetta che oggi hai portato alla fine di una piccola odissea.
Così ecco quella vocina che non ti aspetti. La cacci, la rimetti a dormire sotto la tua coscienza tranquilla, ma sai bene che sarà una battaglia persa. Che non riuscirai a spassartela proprio fino in fondo, beato e sereno come ti eri immaginato.
Ancora lei, lo sfondo. Un nuovo progetto, una nuova maratona. Non sai dove, non sai quale, ma sei perfettamente conscio che è lì che ti aspetta, da qualche parte, sulle pagine di una rivista, in un sito internet, nelle chiacchiere con un amico. E non farà sconti, nel fisico e nell’anima, proprio come quella che hai appena finito.
Altre emozioni, altro sacrificio, altri traguardi, altre rinunce.
Adrenalina, endorfine. Non c’è pace, nemmeno quando ti slacci le scarpe dopo più di 42 chilometri.
Perché sei un runner, non dimenticarlo. E non puoi farci proprio niente.

 

video della maratona di new york

questo video che ho trovato su internet è da brividi. per chi è appassionato è assolutamente un MUST da vedere.

a me ha fomentato come non mai… sto facendo un mazzo tanto per preprarare questa maratona e il video è sicuramente un aiuto per vivere meglio tutta la fatica!

The Road To The Finish from StoryView on Vimeo.

maglietta per la maratona di NY

my official running shirt for @Ingnycmarathon

finalmente abbiamo le magliette per correre la famigerata maratona di new york… sono veramente soddisfatto del risultato!

maglietta underarmour cold gear a manica corta (cosa atipica per una coldgear, di solito sono a manica lunga).
davanti nome e scudetto dell’italia (si, un po’ fascista ma ci piace).
dietro logo “roma triathlon” e la scritta “nycmarathon, nov 4th 2012″

daje! siamo pronti!

ci mancava pure sandy

dopo mesi e mesi di allenamenti ininterrotti, di alzattacce ogni singola mattina, di sudore, di fatica ci mancava pure sandy! in queste ore l’uragano sta colpendo la grande mela e non si hanno notizie certe sul fatto che la maratona si correrà. sul sito della NYCMarathon dice ancora che nessun evento è cancellato ma di collegarsi spesso per vedere se ci sono aggiornamenti.

in teoria, e parlo di teoria, partendo giovedì (oggi è martedì) tutto dovrebbe essere finito ma come sappiamo tutti, la teoria è molto diversa dalla pratica quindi stiamo tutti collegati su internet e cercare di capire cosa succede.

ho già sentito di alcuni runners che sono rimasti a terra e sono stati “coperti” su voli con date oltre domenica 4, ovvero il giorno della gara. risultato: hanno dovuto abbandonare e rinunciare a tutto. da spararsi!

speriamo bene… incrociamo le dita e tocchiamoci pure le parti basse!

siete su scherzi a parte

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quando esce il tipo con il cartello “siete su scherzi a parte?” no perchè io ancora non credo che possa essere vero che abbiano seriamente annullato la maratona di new york a 36 ore dalla partenza.
io non contesto la cancellazione dell’evento sportivo che per i runners rappresenta quella che è la finale della coppa del mondo di calcio per i calciatori. quello che contesto è la tempistica.
bloomber lunedí aveva detto: “tutto ok, la maratona è confermata, deve servire anche come evento di riunificazione”.
giusto o sbagliato che sia era il sindaco di new york a parlare. l’organizzazione della maratona aveva confermato che non c’erano modifiche di nessun tipo.
perfetto. i 50.000 runners da ogni parte del mondo hanno cominciato a mettersi in viaggio contro tutto e tutti. aerei cancellati, alberghi chiiusi senza preavviso, gente che ha fatto il giro del mondo per arrivare qui in tempo.
chi ci è riuscito, come noi, è arrivato a ny carico come una mazzafionda tirata dopo tutti gli imprevisti, proto per correre LA maratona.
insomma, venerdí sera dopo le 18 locali arriva la notizia. bloomberg fa dietrofront, troppe critiche, la maratona non s’ha da correre!
la cosa buffa è che la notizia ci è arrivata dall’italia perchè qui, in quel momento, nessuno sapeva niente. increduli chiediamo in giro e dopo alcuni minuti leggo su google news che è effettivamente cosí. ora, a pensar male uno fa peccato ma la consecutio temporum è abbastanza “strana”.
appena finito l’uragano sandy bloomberg esce e dice che è tutto a posto l’organizzazione conferma che è tutto ok e che gli atleti possono arrivare a ny senza problemi.
dopo che praticamente tutti gli altelti sono a ny, bloomberg riesce e dice che non si fa. ma vedi vedi che fosse tutto già ben definito subito dopo sandy che la maratona non si correva? peró che fai? falle venire 50.000 persone piú famiglie a new york a fargli spendere du’ spicci no?
nessuno mi toglie dalla testa questa cosa.
(per i moralisti, evitate di ricordarmi che c’è gente che è morta per colpa di sandy, lo so benissimo. io contesto le modalitá di annullamento, non che sia stata annullata)

io ho un misto a rabbia e delusione come mai prima. non posso non pensare alla fatica e sangue sputato per gli allenamenti ogni singola mattina alle 6. ai litigi con carlotta perchè la mattina qualche volta svegliavo gaia, a tutte quelle volte che sarei rimasto a letto a spupazzarmi la piccoletta. ai weekend dove invece di essere riposato arrivavo a dopo pranzo morto perchè la mattina presto facevo i lunghi. (capitolo a part tutti i soldi spesi, chiaramente)
insomma, per chi non ha mai preparato una maratona è difficile capire i sacrifici, soprattutto poi se si prepara una 42km sotto le 3 ore.
ormai la maratona di new york è cancellata, c’è ben poco che possa fare in questo momento. non voglio pensare ad altro se non al farmi passare l’incazzatura e la delusione. quando mi passeranno penseró al dopo.