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human race

tutti imbucati alla human race della nike, 10km di corsa nella cittá eterna.
chiaramente in un mare di persone paganti e vestite di rosso spuntavamo noi 4 con magliette diverse!!!

roma-ostia: 1h 48m con alluce rotto… nembo kid nun è nessuno

ieri ho fatto il battesimo ufficiale della corsa, ho partecipato alla mia prima gara da iscritto, la roma-ostia, ovvero 21km e 97metri. mi stavo allenando da circa 6 settimane quando 3 settimane fa mi sono rotto l’alluce. per due settimane non mi sono allenato, poi ho ripreso due allenamenti la scorsa settimana e poi ieri c’è stata la gara. quindi il risultato di 1h e 48m (e vabbeh, pure 51 secondi) non è affatto malaccio.
il mio obiettivo era scendere sotto le due ore, quindi ben 12 minuti sotto il mio obiettivo mi rendono fiero di me stesso!

l’appuntamento era alle 7.15 alla stazione stella polare di ostia, con marco e gli altri della triathlon ostia. alle 7.27 ci siamo messi sul trenino che ci ha portato al palazzetto dello sport. la partenza era divisa in sei griglie, ognuna delle quali partiva a circa 5minuti dalla precedente. io chiaramente ero nell’ultima! alla partenza faceva un freddo cane, tanto è vero che pur avendo fatto pipì mi riscappava da morire… solo che ero in griglia, gente ovunque, mancavano solo pochi minuti alla partenza, non potevo veramente andare. mi sono detto “vabbeh, mi passerà, ora inizio a correre e poi mi passa”

ore 9.40, si parte! un fiume di gente scende dalla colombo verso euroma2 in discesa, veramente un botto di persone di tutte le età; si sentono solo gli applausi della gente sul bordo strada e dei corridori che, ancora freschi freschi, strillano, gridano, si incitano a vicenda. all’inizio c’è la calca più totale, non si corre, si cerca di evitare gli altri corridori che o ti superano o che devi superare… è tutto uno slalom tra centinaia di persone che come te stanno facendo a lora volta il proprio slalom. solo al secondo chilometro si comincia a correre più tranquilli, ognuno ha i propri spazi e ognuno può fare la propria gara.

come dicevo prima, mi scappava troppa pipì e chiaramente la corsa non ha fatto che peggiorare la situazione. ad ogni singolo passo la cosa peggiorava, mi dovevo fermare assolutamente ma non era semplice. si corre sulla colombo, quindi sia a dx che a sx c’è il guard rail. nei pochi incroci ci sono le strisce di plastica della polizia che non fanno passare e poi obiettivamente non c’è molta privacy. al quinto km mi sono detto “o ti pisci addosso o ti fermi e pisci da qualche parte”. ho optato per la seconda, mi sono fermato sul guard rail, con la gente che mi passava a mezzo metro, e ho espletato tutto quello che dovevo espletare… mamma mia che soddisfazione! e cmq, per essere precisi, dal momento in cui ti fermi al momento in cui il tuo cervello dice alla prostata “ok, via libera” passano diversi secondi e tu dici “oh, allora? non ti scappava? e dai no! stai facendo una gara!”. insomma si perde un bel po’ di tempo, cosa che non avrei creduto.

dopo questa sosta dovuta mi sono messo dietro il pace maker da 1h e 50m. ah già, dimenticavo! chi è il pace maker? i pace makers sono degli atleti esperti che corrono con una bandierina con sopra riportato il tempo di arrivo, ovvero danno l’andatura per arrivare nel tempo segnato sulla bandierina. ci sono i pace maker da 1h30m fino a 2h, due pace makers ogni 5 minuti. oltre a dare l’andatura ti parlano e ti incitano, ti dicono cosa fare e cosa non fare, quando tirare un po’ di più e quando non si deve strafare… insomma quelle piccole cose che aiutano veramente tanto la psiche del corridore. anche se all’11°km, quando il pace maker ha fatto “dai, metà gara è finita, su su!”, io c’ho riflettuto un attimo e ho avuto 10 secondi di scompenso pensando che mancassero ancora 55 minuti alla fine. poi però mi è passata e al 12°km mi sentivo ancora fresco. a quel punto ho preso e mi sono staccato dal pace maker, pensando nella mia testa di poter raggiungere il pace maker da 1h e 45m (cosa impossibile, però ci ho creduto!), infatti qualche km più avanti mi sono visto raggiungere nuovamente dal pace maker di 1h e 50m… “vabbeh”, mi sono detto, “stavolta lascio stare il pace maker da 1h e 45m!”

parliamo dei rifornimenti: ogni circa 5/6km c’era un rifornimento, ovvero un tavolo pieno di bicchieri con dentro acqua semplice. la scena è questa: tu stai correndo, hai sete, sai che non ti puoi fermare, quindi devi prendere il bicchiere nel più breve tempo possibile e continuare a correre. cosa semplice, direte voi. il problema è che la stessa cosa la pensano almeno qualche altro centinaio di persone che come voi sta cercando acqua. c’è una calca assurda, volano bicchieri, acqua da tutte le parti, bicchieri per terra su cui si inciampa… una bolgia insomma. in qualche modo riesci a prendere il tuo bicchiere, ce l’hai in mano finalmente, ora basta portarlo alla bocca e bere, come hai fatto almeno qualche milione di volte. prendi il bicchiere, te lo porti alla bocca e sì e no riesci a bere 15ml di acqua, il resto ti arriva in faccia, negli occhi, ti entra nel naso… insomma è impossibile bere in corsa!
al 16° km, oltre all’acqua, c’erano spicchi di arance. avevo una voglia matta di zuccheri, avevo avuto un calo e lo stavo sentendo… mi avvicino al tavolo, con una mano afferro quanti più spicchi possibili, ne sento almeno 4 o 5 in mano. vado per alzarla e sento che me ne sfugge uno, un altro, un altro ancora… cazzo! me ne era rimasto solo uno in mano… stavo rosicando a bestia. però che goduria anche il singolo spicchio in quelle condizioni… che bello!

a questo punto arrivo alla rotonda, dove c’è l’arrivo della gara. il problema è che arrivando dalla colombo per finire la mezza maratona bisogna girare a destra, sul lungo mare, fino al plinius e poi tornare indietro, insomma mancano ancora ben 4km e qualcosa… e non sono pochi! lì c’è il vero dramma psicologico, pensi di essere arrivato e invece manco per niente… anzi mancano ancora 4km e sono veramente tanti in quello stato fisico e mentale. non solo, sul lungomare c’era un vento di 30km/h, pesava molto sulle gambe.

andando verso il plinius vedevo dall’altra parte della strada le persone che correvano verso l’arrivo, verso la rotonda di ostia e mi dicevo “dai cazzo, ce la devi fare, dai dai!” solo che ogni 100mt pensavo: “dai, ora c’è il giro di boa, ora c’è il giro di boa…” e invece questo giro di boa non arrivava mai. dopo un po’ finalmente il giro di boa è arrivato e appena abbiamo girato sul lungomare ci siamo trovati un vento contro di 30km/h, una cosa assurda. ho corso gli ultimi due km con vento e pioggia contro, stavo veramente stirando!non si arrivava più, vedevo in lontananza il gonfiabile dell’arrivo ma era sempre più lontano! alla fine sono riuscito ad arrivare e mentre passavo sotto l’arrivo il cronometro segnava 1h 48m e 50s… spettacolo!

appena arrivato le gambe continuavano a camminare da sole, non me le sentivo più, sentivo solo qualche dolore muscolare ma seriamente andavano da sole. mi sono subito preso una coperta termica e il pacco di fine gara con un po ‘di frutta e zuccheri vari. all’arrivo ho rivisto marco, il bastardo ha chiuso in 1h e 23m ed era fresco come una rosa, ‘tacci sua!

il brutto è arrivato dopo, ci siamo dovuti fare 3km a piedi per tornare alla stazione stella polare per riprendere le macchine con un freddo cane, vento e pioggia a go-go… fidatevi che dopo 21km farne altri 3 è come scalare il K2, almeno per me… gli ultimi 20mt li ho fatti per inerzia, mi stavo veramente cagando sotto dal freddo.

in ogni caso, essere riuscito a fare 21km di gara con questo tempo per me è proprio un’impresa… qualche anno fa non avrei mai creduto di riuscire a fare una corsa lunga 21km, erano un numero inconcepibile. arrivare a fine gara è una delle soddisfazioni più belle, ti riempie di contentezza e ti fa sentire veramente più forte. è difficile spiegare perchè uno corre, perchè si sveglia la mattina e va ad allenarsi prima di andare in ufficio, perchè torna la sera e invece di sbracarsi sul divano si mette la calzamaglia e comincia a correre da solo come i matti. la prima risposta che mi viene è “perchè no?” ci sono un sacco di persone che non possono, io che posso lo faccio.
una seconda risposta è “perchè mi fa sentire veramente meglio e soprattutto migliore”; fare una corsa da solo di mattina presto, alzarsi anche quando non ti va per niente e andare a correre significa forse essere anche un po’ matti. quando corri liberi completamente la testa, ti scarichi di tutte le tensioni della giornata, fatichi, sudi, ti stanchi da morire ma alla fine stai di un bene che non provi in altre situazioni. sei morto, sei distrutto, però stai da dio.

mezza maratona notturna

ieri ho fatto la mezza maratona notturna di roma. ma iniziamo con il raccontare come era cominciata la giornata di ieri.
sveglia alle 8 per andare al matrimonio di fabio e sara ad orvieto. eh già, il giorno della corsa avevo un matrimonio con conseguente abbuffata. arriviamo ad orvieto, tempo incerto. eravamo i primi, non c’era nemmeno la famiglia dello sposo! finalmente, dopo un po’ di attesa si cominciano a vedere le prime persone, arriva lo sposo, neanche tanto teso, o almeno non lo era fino a quando non gli ho detto che avevo visto sara sulla A1 sul pullman della squadra di football del ghana!
dopo tanta, ma tanta attesa arriva la sposa. durante la celebrazione si scatena il putiferio atmosferico, pioggia, grandine, tuoni e fulmini. all’uscita dei novelli sposi tutto si calma, sembra incredibile ma addirittura esce il sole quando nessuno ci avrebbe scommesso 100 lire.


da lì inizia l’abbuffata, che poi tanto abbuffata non era, però insomma, sempre un matrimonio era, quindi diciamo che non ci siamo tenuti leggeri.
si parte per tornare verso casa alle 6.30, io mi ero portato tutto dietro sapendo che non sarei riuscito a tornare a casa. e infatti, visto che i pacchi gara li consegnavano entro le 21, siamo arrivato sotto l’ufficio alle 20.15, da lì sono andato direttamente alle terme di caracalla.
fatemi però raccontare il supporto della moglie e del coach (anche detto uomo di cristallo, ultimamente), perchè è bello avere persone che ti stanno vicino. “oh marco, quando devo fare al km?” (quanti minuti e secondi ci devo impiegare per 1 km in gara? ndr). marco: “boh… vedi, è una giornata strana, hai fatto il matrimonio, sei stato tutto il giorno in piedi, ti sei abbuffato, stasera farà pure caldo e umido…. boh… quanto hai fatto alla 10km?” “4’30″” e lui “boh… vedi tu… vedi come ti senti, ma stasera secondo me non ce la fai, non stai in condizioni buone, non è che sei fresco”. “oh grazie coach, grazie del supporto… se non ci fossi tu a spronarmi non riuscirei a fare proprio niente!”.
“carlotta, mi vieni a vedere stasera? almeno fai il tifo per me”. carlotta: “cosa? sono vestita da matrimonio… ma perchè non andiamo a casa prima? no no, sono stanca, mi fanno male i piedi… dai ti sarò vicina con la mente”.
insomma, mi hanno lasciato completamente da solo, senza tempi di riferimento e senza nessuno al traguardo… bastardi!
alle 23 parte la maratona notturna, 3500 partecipanti alla partenza. si parte da caracalla, si va verso l’appia, quarto miglio, appia antica, garbatella e da lì si ritorna verso il centro. gran parte della maratona si fa sui sanpietrini che sono veramente tosti. ogni passo è diverso dall’altro, ogni appoggio è diverso e ad ogni spinta ti trovi la pianta del piede messa in maniera diversa. aggiungete a questo che era in notturna, con gran parte delle strade completamente buie, senza lampioni, illuminate semplicemente dal chiarore della luna: in pratica non si vedeva una minchia, ma seriamente, non si vedeva nulla di nulla.
parto bene, veramente molto bene… faccio 4’20″/4’30” al km, crystal boy alla fine si era sbilanciato dicendomi di fare 4’50” al km. al terzo o quarto km, sull’appia, si sentiva la musica da una villa, ci doveva essere stata una festa… la canzone era “il triangolo” di renato zero… tutti quelli che correvano facevano il coretto “l’indirizzo ce l’ho… rintracciarti non è un problema…” si si, cantate cantate, ne mancano 17 di km, ve vojo vede’ io se cantate al 16imo.
tornando alla mia gara, al quinto km mi comincia a venire su la torta, all’ottavo mi sale su il secondo, al decimo km mi sale su il secondo primo e così via… fino al 16imo km era andato tutto abbastanza bene, tempi ottimi tra 4’30” e 4’40″m anche se ad ogni ruttino mi saliva su qualcosa! al 17imo ho cominciato a rallentare perchè mi stava tornando tutto il pranzo su, vi giuro mi sarei vomitato anche gli occhi. il problema è che all’area refreshment avevo preso un po’ d’acqua e me l’ero tirata addosso per il gran caldo. fatto sta che mi sono bagnato anche la maglietta, chiaramente, e soprattutto mi sono bagnato sulla pancia. dopo 1km dal refreshment, con un po’ di vento sulla pancia mi stava prendendo il vero squacquaraus, ma di quelli brutti brutti. ho stretto i denti, ho proseguito a ritmo più lento ma al 19imo ho avuto la debacle più totale… fitte alla pancia da rimanere piegato in due. mi sono fermato e ho cominciato a camminare per qualche centinaio di metri… non ci vedevo più dal dolore.
ad un certo punto mi sento gridare da dietro “daje triathlon ostia, daje!” (sulla maglietta, di dietro, ho una scritta “triathlon ostia”), mi sento prendere il braccio da uno che mi fa “daje, te tiro io fino alla fine, non molla'”. e io urlando “si cazzo, daje, ce la devo fare, dajeeee” e ricomincio a correre vicino a questo ragazzo. lui mi fa “oh, però poi io devo arrivare prima di te, senno’ al criterium rosico che mi stai davanti” (il criterium è la classifica sociale della triathlon ostia, ndr). “guarda, per me è già tanto se mi fai arrivare fino alla fine, tranquillo”.
solo che la fine non arrivava veramente mai, i 2km più lunghi della mia vita. ogni 50mt gli chiedevo “oh, ti prego, ma quanto manca, io sto alla frutta” e lui “daje daje, la senti la musica dell’arrivo?”. io sentivo tutto, gli angeli, la madonna, ma la musica dell’arrivo non la sentivo proprio. e lui continuava “dai, è tutta discesa, che vuoi di più?” boh, a me sembrava una mezza salita, oltretutto al buio e sui sanpietrini, ero veramente cotto. lui continuava “non ci pensare, pensa solo che mancano 800mt”. mamma mia, a quel punto mi era risalito veramente tutto, mi sarei vomitato pure le budella.
invece alla fine ce l’ho fatta con un tempo che, visti tutti i presupposti è un ottimo tempo. 1h 42′ 45″, ben 6 minuti e 10 secondi meglio della roma-ostia di marzo.
all’arrivo

prima gara di triathlon

lo scorso weekend ho fatto la mia prima gara di triathlon… vabbeh, era un supersprint, ovvero non erano le normali distanze di un vero triathlon, cmq visto il caldo valeva pure doppio! :-)

chiaramente baccolini, appena le ho detto che saremmo dovuti uscire alle 9 di mattina quando la sera prima avevamo fatto le 2,30 mi ha proprio salutato… mifa: “tu avviati, poi magari ti raggiungo”… tacci!

la mattina, in coma profondo, mi avvio all’axa dove si sarebbe svolta la gara. solite procedure, iscrizione, pacco gara, pettorale, marchiatura con pennarello sul braccio e sulla gamba, ecc. ecc.

intanto stavano arrivando anche altri colleghi che avrebbero fatto la staffetta, ovvero dopo la gara singola in cui una persona fa tutte e tre le discipline, ci sarebbe stata la staffetta in cui 3 persone si sarebbero date il cambio una per ogni disciplina.

prima frazione: 400mt di nuoto. mi mettono in vasca con altri due, uno di questi c’aveva un costume inguardabile, no, non avete proprio idea. ve lo ricordate panariello quando faceva “il marsupio si si si, il marsupio si si si”, minchia era lui… una cosa oscena! l’unico vantaggio che vedevo è che avrei dovuto nuotare più veloce di lui per paura!

no vabbeh, ve lo devo far vedere, guardate questo quanto poteva essere brutto, santo cielo!

partiamo, mr. marsupio si butta e alla prima bracciata mi da un calcio sugli occhialini… cazzo dico io, manco siamo partiti… chiaramente mi comincia ad entrare acqua e non so se fermarmi o continuare così. faccio un paio di vasche ma ormai era come non avere gli occhialini, mi fermo, me li rimetto e riparto. niente, li ho messi male, mi rientra l’acqua. mi rifermo e stavolta li sistemo bene.

esco per ultimo della mia corsia dalla frazione di nuoto e corro verso la rastrelliera delle bici. intanto baccolini, presa dai rimorsi (eh già, proprio così) si era materializzata in piscina a far finta di essere interessata alla gara.

arrivo davanti alla bici, metto calzini, scarpe, maglietta, caschetto e parto. 10km di mountain bike alle 13.15 con 150 gradi di temperatura! passano anche quelli. ritorno alla rastrelliera e via con la corsa. tutto questo senza aver mai bevuto un goccio d’acqua, ero bello disidratato.

per la corsa c’erano da fare 2km e mezzo di saliscendi sullo sterrato e sull’erba. menomale che a metà percorso c’era uno con un tubo che stava innaffiando… quando lo vedo da lontano gli comincio a gridare “fracicami, fracicami”. mi ha rimesso al mondo, infatto da lì in poi ho accelerato e ho finito abbastanza tranquillo.

le cose più fighe successe nella staffetta sono, nell’ordine:
– manuel che voleva rubare un giro di mountain bike, il giudice lo guarda e gli fa “guarda che so’ 3 giri, abbello”
– sempre manuel che all’arrivo della frazione di bici scende, si toglie il caschetto, lascia la bici a terra e corre… un pazzo, il giudice lo ferma e gli fa “oh guarda che ti devi rimettere il caschetto e portare la bici fino alla rastrelliera…”
– fabio che all’arrivo della frazione di corsa sembrava aver visto la madonna incoronata
– sempre fabio che a metà della corsa si è fermato per riposare dietro da una parte dove non lo poteva vedere nessuno
– i compagni di staffetta di fabio, due 12enni forti, che quando hanno visto fabio essere superato da altri nella corsa si dicono tra di loro “aoh, ma proprio questo ce doveva capita’? ammazza oh, ma non poteva anna’ in motorino? guarda te oh, semo arrivati quinti per colpa de questo!” – stupendo!

gitarella fuori porta

ieri ci siamo fatti una bella gitarella fuori porta. siamo stati a latera, in provincia di viterbo ma al confine con la toscana. la mattina io e marco abbiamo partecipato ad una gara di corsa da 10km fatta totalmente di sali-scendi, un mazzo tanto, veramente!

sorano1

dopo la corsa ci siamo abbuffati alla sagra della castagna, sempre dentro latera… anche se la mattina non prometteva nulla di buono (vento e nuvole), a pranzo faceva un caldo bestia: manuel si è sicuramente ustionato mentre tutti noi abbiamo sudato come turchi.
per 15 euro ci hanno riempito di cose da mangiare, dalle pappardelle al cinghiale, al cinghiale alla bojana al dolce alle castagne…

sorano2

rotolando, dopo pranzo, ci siamo spostati nel vicino paese, sorano, dove la “giovane” marmotta orioni ci ha portato su un percorso dove porta le sue vittime e le fa a pezzi. un sentiero nella cave di tufo che parte da un fiumiciattolo e si arrampica su una collina di tufo da dove si può ammirare il panorama del paese.

sorano3

questo sentiero è costeggiato da un sacco di “buchi” nella roccia che in realtà erano le antiche case etrusche… che vitaccia che facevano ‘sti etruschi…
insomma, bella giornata trascorsa in ottima compagnia!

vai con l’allenamento serio

garmin

e andiamo… mi è arrivato il super orologio da vero sportivo… il garmin forerunner 405CX, una belva! fa tutto, conta calorie, frequenza cardiaca, c’ha il GPS, si interfaccia in wireless al PC per trasferire tutti i dati di allenamento e ti riporta su google earth tutto il percorso fatto, con tanto di grafici, statistiche e obiettivi!
se quest’anno non riesco a fare la maratona sparatemi pure!

allenamento su pista ciclabile

mappa

oggi mi sono andato ad allenare sulla “famigerata” pista ciclabile di roma, quella che parte dall’uscita ostiense del raccordo e attraversa tutta roma, arrivando fino a roma nord.

all’inizio, il vero problema era capire dove si poteva accedere a questa pista… mi sono documentato su internet ed effettivamente non ho trovato molte notizie. o meglio, se sei al centro si può accedere da diversi punti, basta scendere sotto uno dei ponti del tevere e lì sotto passa la pista. ma in periferia sud i punti di accesso sembrano non esserci, non si riesce a capire da dove si accede.

alla fine ho scoperto che per accedere dovevo prendere la rampa che porta al raccordo dall’uscita 31 e uscire subito prima dove c’è il cartello “ACEA”, che è esattamente 10mt prima dello svincolo del raccordo stesso.

arrivo la stamattina, parcheggio la macchina sperando che non me la rubino o non mi rompano il vetro (insomma la zona non è il massimo della vita, sembra un po’ il bronx in quell’area).

31_svincolo_gra_via_del_mareok, chiudo la macchina, accendo il super orologio e parto. devo dire che la pista in quell’area è veramente ben fatta. ci sono due corsie per i ciclisti e una corsia per i podisti. non c’era quasi nessuno stamattina, sarà stato per il tempo brutto, per la pioggia e per il vento (chi è che bussa al mio convento?) ma per qualche km non ho incontrato nessuno.

l’asfalto è ottimo, non ho trovato buche ne’ crepe particolari, insomma con una bici da corsa ci si può andare tranquillamente.

partendo dall’uscita del raccordo sono arrivato fino a un po’ oltre l’ippodromo di tor di valle, facilmente riconoscibile dalla puzza di cacca che arrivava da 2km di distanza.

30_tratto_in_discesa questo è il percorso che ho fatto io http://connect.garmin.com/activity/18266420

garmin_mappa

insomma per il tratto che ho fatto devo dire che sono soddisfatto, non sono andato tanto oltre tor di valle perchè avevo solo 8km di allenamento, però sicuramente ci tornerò per allenamenti più lunghi. unica pecca è che non è assolutamente illuminata, quindi ci si può andare solo con la luce naturale, ovvero per me solo i weekend, almeno per tutto l’inverno.

ecomaratonina di castelfusano

ecomaratonina1la scorsa settimana ho partecipato insieme agli altri ad una mezza maratorna (21km) a castel fusano, all’interno della pineta.

il percorso era piuttosto accidentato. alla partenza sembrava di essere nel film “300” alle termopoli, tutti ammassati su un sentiero stretto, pieno di buche e di radici… per i primi 3-4km ci stavamo ammazzando l’uno con l’altro. poi finalmente la massa si è allungata e quindi c’era un po’ più di spazio per tutti, anche se per superare era veramente un dramma, bisognava uscire di pista e andare praticamente per prati.

alla fine, la gara la vinceva chi prendeva meno storte e chi si rompeva meno caviglie!

cmq per me è andata molto bene, ho fatto il mio personale, ben 1h 40m 51s, pienamente soddisfatto per l’allenamento seguito fino a quel momento!

ecomaratonina

trofeo lidense

oggi ho fatto una garetta da 15km ad ostia, chiamata trofeo lidense. mi ero dato come obiettivo di fare 4’30” a km, avendo fatto l’ultima gara a 10km a 4’15″… alla fine ho fatto 4’24” e obiettivamente mi sento soddisfatto… l’allenamento verso la maratona sta proseguendo bene, speriamo bene!