INGNYCMarathon cancellata – qualche riflessione

il giorno dopo la cancellazione della maratona, e per la precisione sabato 3 novembre, ho scritto di impulso questo post. ero arrabbiato, deluso, incazzato, frustrato, impotente e l’ho scritto di getto, tipo stream of consciousness.

ora sono cmq ancora incazzato ma leggermente più sobrio mentalmente per scrivere qualche riga in più.

partiamo dall’inizio come è solito fare. il giorno prima della partenza i voli erano stati più o meno ripristinati, noi volavamo british via londra. bloomberg, il sindaco di ny, il 31 conferma in conferenza stampa che la maratona si fa!

per tutto il giorno ho fatto refresh sulla pagina dei voli ed erano tutti confermati. la sera, alle 8 circa, mi chiama marco e mi dice che hanno cancellato solo il nostro volo su 8 voli da londra a nyc. non ci potevo credere, volevo bestemmiare in aramaico. impossibile! chiamo il nostro contatto della british e chiaramente non sa che dirmi visto che oltretutto non era in ufficio. l’unica cosa mi consiglia di andare presto la mattina e cercare di capire se ci riproteggono su un altro volo. tuttavia la situazione è molto difficile perchè tutti i passeggeri che non sono riusciti a volare i giorni prima sono stati tutti riprotetti e i voli sono tutti in overbooking.

la mattina dopo andiamo alle 6 a fiumicino e puntiamo subito alla biglietteria della british. la signorina, molto gentilmente, ci dice che la prima data disponibile è il 5 novembre, un giorno dopo la maratona. non ci volevo credere, seriamente pensavo che fosse uno scherzo. cominciamo a vagliare tutte le possibili alternative per arrivare a NY, tra cui fare il giro per hong kong (seriamente) ma non ci si riusciva.
chiediamo di controllare scali vari tipo philadelphia, washington, atlanta, miami, chicago… niente, tutto pienissimo! alchè la signorina controlla e vede che via toronto c’è possibilità facendo, nell’ordine, scalo a londra con notte a londra. il giorno dopo volo per toronto e notte a toronto. giorno dopo toronto-ny. diciamo che va bene! (considerate che io viaggiavo con gaia di 4 mesi ma era troppo importante fare ‘sta maratona!)

quando stava per emettere i biglietti nota che un volo londra-ny delle 11 di mattina è stato ritardato alle 18.30 e lì ci sono alcuni posti! grande!

ci mette su quel volo e alla fine dopo 25 ore siamo a manhattan! eravamo così contenti che la stanchezza ci è veramente rimbalzata.

il giorno dopo, venerdì, andiamo subito all’expo a ritirare il pettorale e, che ve lo dico a fare, l’atmosfera era a 1.000! runners da tutto il mondo, centinaia di stand di ogni genere, scarpe, tute, magliette! un paradiso per chi corre.

usciamo e andiamo a fare un giro. ci separiamo, ognuno ha le sue esigenze chiaramente… verso le 6.30 di sera mi incontro con marco e maruska in un negozio e tutti e due, con due facce disperate mi fanno “oh, non sai che è successo… mi hanno fermato per strada e m’hanno detto che la maratona è stata cancellata”. la mia risposta testuale “ma che cazzo state a dì, dai non giocate, è impossibile!”

mi collego subito su internet sul sito della maratona. nulla. mi collego sulle news di google. nulla. alchè dico “dai vi prendevano in giro… ma non è possibile, stiamo tutti qua, ma mica sono matti”. per scrupolo apro twitter e cerco l’hashtag #ingnycmarathon e lì scopro l’inverosimile. 8 minuti prima bloomberg ha convocato una conferenza stampa in cui, in parole brevissime, dice che ci sono state troppe critiche e che la maratona  è stata annullata. punto, nient’altro.

le sensazioni provate in quel momento non sono facilmente descrivibili soprattutto per chi non è un corridore sulle lunghe distanze. la primissima cosa che mi è venuta in mente è tutta l’immensa fatica fatta per allenarmi. mi ricordo ancora quando ad agosto sono andato a correre in abruzzo cercando di raggiungere la famiglia al mare ma mi sono perso. non c’era una fontanella neanche a pagarla e mi sono attaccato all’uva nei campi.

oppure la volta in valtellina in cui sono uscito e fare una corsa in montagna, non sapevo quanto fosse distante e in cima mi ha preso un temporale come mai prima. sono tornato non zuppo, di più.

tutte le sante mattine che mi sono alzato alle 6 per farmi almeno 16km prima di andare a lavoro. tutte le mattine che ho litigato con carlotta perchè svegliavo gaia troppo presto. tutti i weekend in cui il pomeriggio ero mezzo morto perchè avevo fatto il lungo la mattina. tutte le sere nei weekend in cui non potevo fare tardi perchè poi la mattina mi sarei dovuto alzare presto. tutta la pazienza di carlotta nel sopportarmi stanco e mezzo morto quando invece non era proprio il caso. la febbre che mi è presa a 3 settimane dalla gara, quando sono uscito a correre con 38 proprio per non perdere l’allenamento.

sono riuscito ad arrivare al giorno della maratona carico come una mazzafionda tirata. stavolta ero allenatissimo per fare il tempo (sotto le 3h) e non vedevo l’ora di corrermela. invece, in un attimo, è tutto svanito. tutto.

delusione, frustrazione, incazzatura. rabbia, tanta rabbia. che oltretutto non riesci nemmeno a sfogare… che fai, dai un cazzotto a un muro? purtroppo dopo qualche ora sopraggiunge un senso di impotenza totale. non puoi fare nulla. sei la, hai fatto i salti mortali per arrivare e poi nulla, non puoi fare nulla.

mi sono letto decine di articoli, di post, di tweet su chi era pro e chi era contro. ripeto il mio pensiero: non contesto la cancellazione ma la tempistica. se bloomberg avesse annullato tutto subito, visto che secondo me sapeva tutto dall’inizio, nessuno sarebbe partito, qualcuno avrebbe perso qualche soldo (hotel, volo…) ma sicuramente avrebbe speso molto meno rispetto all’essere lì per una settimana. invece, il figlio di mignotta, ha fatto venire tutti a NYC così, 47.000 atleti + famiglie (molto facile arrivare a 100.000 persone) fanno girare un po’ l’economia di NY e lui si tiene buono le critiche di chi lo vota e della comunità americana in generale. mossa perfetta dal suo punto di vista, ineccepibile.

recepito il messaggio la nostra settimana è continuata da turisti. domenica siamo andati a correre a central park dove c’erano migliaia di runners. c’era anche la linea del traguardo… una tristezza infinita!

che dire… ci siamo girati ny per lungo e largo. brooklyn, lower manhattan, soho, chinatown, il village, times square, central park. la piccoletta è stata fantastica, un bambolotto avrebbe dato più fastidio!

ma sinceramente non ero andato a NY per fare il turista. certo, non sono stato in miniera a spaccare le pietre ma fidatevi, il mio intento primario era correre e solo correre.

ormai è andata così. oggi sono riandato a correre e insieme agli altri abbiamo deciso di correre la maratona di firenze, il 28 novembre prossimo! insomma, rinizia il tram tram di allenamenti, almeno per altre 3 settimane!

posso solo dire a me stesso: DAJE!

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