l’attesa

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forse ci siamo… stavolta ci siamo.
a mezzanotte sono iniziate le doglie, prima leggere e ad intervalli lunghi, poi sempre più frequenti e dolorose.
non sapevamo se venire in ospedale per paura che ci rimandassero a casa.
poi peró alle 3.45 ci siamo messi in macchina e siamo arrivati al santo spirito.
avevamo fatto bene: carlotta è in travaglio e in questo momento io sono in sala d’attesa mentre lei è a fare il monitoraggio.
ha le contrazioni ogni 3min esatti e durano esattamente 45sec. la natura e il corpo umano a volte sembrano macchine perfette.
io sono qui da solo, nel corridoio.
nella testa mi frullano 5 milioni di pensieri. paura, curiosità, terrore, ansia. mi si sta arrovellando il cervello. ho talmente tanti pensieri che non riesco a portarne a termine uno prima che il successivo prenda il sopravvento.
sono pronto? bah! finora sono stato iper tranquillo, forse proprio perchè non ho mai realizzato a pieno quello che ci stava per succedere.
ora che sono di fronte fisicamente a questa situazione le cose cambiano.
si, ho paura. ho paura di non essere all’altezza. in fondo essere padri non è una materia che si studia. si impara strada facendo.
il problema è che si impara sulla “pelle” di tuo figlio, insomma non è proprio come essere bocciato ad un esame.
poi peró penso che ci sono passati tutti e in fondo sono tutti sopravvissuti.
l’esperienza che ci aspetta stravolgerà totalmente le nostre vite ma noi la prenderemo sempre e comunque con la spensieratezza che ci contraddistingue.
a più tardi!

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