l’ospedale: un posto strano

ieri sono stato con carlotta a fare il monitoraggio, una visita routinaria che si fa poco prima di partorire.
non ho mai avuto tanta simpatia per gli ospedali. non per la gente che ci lavora, anzi… alcuni sono veri eroi secondo me. quanto per l’ambiente e l’atmosfera che si respira.

il reparto ostetricia del santo spirito è disposto su un’ala. si salgono le scale e c’è un piccolo spazio con sedie dove attendere. questo spazio è però condiviso con le persone che attendono per entrare nell’altra al del piano: reparto terapia intensiva.

insomma, sullo stesso piano c’è chi è strafelice e se piange lo fa per gioia, e chi invece piange per tutt’altro.

proprio ieri, mentre aspettavo carlotta, c’era una signora che si disperava perchè era successo qualcosa al marito (non ho voluto capire/indagare sinceramente). insomma, se da una parte c’erano i neo-papà in attesa di un bimbo o di una bimba con ansia mista a felicità, dall’altra c’erano parenti disperati che forse stavano perdendo un loro caro.

è proprio questo che non mi piace degli ospedali. è già raro che uno vada all’ospedale per un fatto positivo. per quella volta su 100 che va per qualcosa di bello è purtroppo inevitabile scontrarsi con qualcuno che invece sta malissimo.

a volte sarebbe bello vivere alcuni momenti senza doversi necessariamente calare nella realtà, vivere qualche ora in un mondo ovattato fatto solo della tua realtà!

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