maratona di roma – debacle

dopo un viaggio di 13 ore da hong kong, con atterraggio alle ore 06:20 am, con 7 ore di fuso orario, ho avuto la geniale idea di andare diretto al colosseo per fare la maratona di roma… 42km e 192 metri.

l’idea era quella di fare nell’intorno di 3h e 30m, considerando la situazione e soprattutto il non allenamento.

come al solito, mi sentivo nembokid e mi sono accodato al pacemaker delle 3h e 15′, che tradotto sarebbe dovuto essere 4’37″/km.

si parte, come al solito spintoni, gomitate, calci, spinte… insomma per i primi 2km un bordello. sull’ostiense si comincia a correre e il pace maker comincia ad allungare… controllo il garmin e vedo che sta andando molto più veloce di quanto stimato… alcuni km li fa a 4’20”, 4’18”, 4’14″… troppo veloci! però sto sempre lì, tengo il ritmo e mi sento bene.

passo alla mezza maratona, al 21imo km, in perfetto orario: 1h e 37′. da quel momento in poi totale blackout! al 22imo km mi fermo completamente, mi prende un blocco alle gambe, una fatica immonda!
faccio qualche mt di camminata, riprendo a correre ma sento subito che non ho proprio più benzina… zero totale, kaput!

mi rifermo e a quel punto ho proprio pensato di abbandonare, di ritirarmi e tornare a casa… in fondo mancavano ancora 20km, non è che fossi al 35imo km che potevo stringere i denti e finirla. faccio ancora qualche metro camminando, ragiono sul fatto che mi devo ritirare, che non posso finire una maratona se sono in crisi al 22imo km.

poi mi giro intorno, cominciano a passarmi avanti tutti i pace maker, gli altri continuano a correre e a superarmi. a quel punto penso che tornare a casa da lì (ero all’olimpico), sarebbe stato un casino… insomma, facevo prima a finire la maratona che a cercare di tornare a casa in quel momento dall’olimpico con tutte le strade bloccate.

da lì uno strazio fino alla fine… momenti di blackout totale intervallati a momenti di semi lucidità… chiudo la maratona con il peggior risultato personale, ovvero 03:50:56, una vera merda!

ripensandoci, però, già averla finita in quelle condizioni è stata una vera impresa…

a fine maratona mi sono sdraiato sui sanpietrini per un quarto d’ora mentre cercavo di riprendermi mangiando una mela del pacco gara… che esperienza!

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