noi uomini duri

anche quest’anno abbiamo riportato la pelle a casa, anche se è stata dura :-) ma partiamo dal principio.
venerdì sera arriviamo con una fame da mostri al rifugio casetta del pulledrari, ci saremmo mangiati anche un capriolo vivo. arriviamo e la signora, mentre cucinava, ci ha fatto trovare sul tavolo un po’ di pane e una salsa all’olio piccantissima… noi, come se nulla fosse, l’abbiamo usata come se fosse marmellata da spalmare sul pane… dopo 2 minuti avevamo le bocche che sputavano fuoco. dopo un antipasto a testa con 2 etti di coppa, 1 etto e mezzo di mortazza, salame, prosciutto ecc. ecc. (tutto salatissimo) eravamo praticamente pieni. ma non contenti ci siamo fatti fare tipo 2 etti di pasta a testa e una bracioletta giusto per finire. a mezzanotte ci siamo trascinati in camera e siamo collassati sul letto.

tutti e 5 eravamo nella stessa camera, in sostanza, dopo mezz’ora già non si respirava più…

nella camera ci saranno stati 35 gradi, un caldo che nemmeno nella giungla della malesia ho sentito! all’incirca alle 4 di notte, sento marco o. che dormiva nel matrimoniale con me, che comincia a dimenarsi. si alza e va a bere in bagno. a quel punto, visto che ormai non avevo più la sensazione della lingua e delle labbra, mi alzo pure io e vado ad ingurgitare 1 litro d’acqua… mentre ero in bagno sento fabio e fabrizio che nel letto cominciano a dire “oddio che cazzo di sete rega’, sto a morì, ma che cazzo c’ha messo la cicciona nella salsetta!”: insomma, stavamo tutti e cinque morendo di sete, un po’ per la salsetta, un po’ pure per il vinello che non è che fosse brunello di montalcino.

l’ultimo ad alzarsi per andare a bere è stato marco d. si alza, va in bagno, chiude la porta dopo 10 secondi si sente un botto della madonna, come se fosse caduto il box doccia. tutti noi 4 siamo stati 10 secondi a ridere, alchè marco o. gli fa “oh ma’, tutto a posto?”… non si sente nulla. io e marco o. ci alziamo di botto, apriamo la porta e la scena che ci si presenta è magnifica. il box doccia totalmente esploso, marco d. sdraiato dentro la doccia con le gambe aperte con in mezzo la tazza del cesso! il cazzone era svenuto nella doccia perchè si era alzato troppo velocemente dal letto per andare in bagno, il sangue non gli è arrivato alla testa ed è cascato in bagno nella doccia! in realtà per i primi 5 secondi abbiamo vissuto un po’ nel terrore… marco o. gli ha alzato le gambe, io gli ho tirato l’acqua in faccia e marco d. si è ripreso subito… da quel momento siamo stati 10 minuti a ridere da sentirsi male… fabrizio non riusciva più a respirare, marco d. sdraiato nella doccia con tutti i pannelli esplosi, bianco come un morto, marco o. seduto sulla tazza con le gambe dell’altro marco sulle sue… scena al limite dell’incredibile!

l’indomani, finalmente, inizia la ciaspolada. ci raggiunge il gruppo di firenze alle 9 e si parte direttamente per il rifugio montanaro a 1600mt slm. la ciaspolada del sabato è stata “tranquilla” rispetto a quella della domenica, abbiamo camminato per 10km e mezzo ma abbastanza sciolti. questo è il percorso che abbiamo fatto.

è stato un percorso abbastanza semplice, non molto faticoso a parte qualche tratto in salita

il secondo giorno, invece, un po’ il tempo avverso (non ha smesso un secondo di nevicare), un po’ il percorso non battuto, ci siamo fatti un mazzo tanto… a fine giornata il GPS mi dava 15km, gran parte dei quali li abbiamo fatti su un percorso totalmente non battuto, con la neve in che in alcuni punti arrivava alla vita (come la foto di fabrizio intrappolato può mostrare). ad un certo punto arriviamo su un crinale di una montagna: a destra il nulla, a sinistra il nulla con una discesa totalmente ghiacciata, non si vedeva a 30mt e in effetti non si riuscivano nemmeno a vedere i segnali del CAI (apro parentesi… donate tutti un secchiello di vernice rossa e uno di verinice bianca a questi del CAI, tacci loro gli pesa a mettere due segnali in più sul percorso… c’erano punti in cui non si capiva veramente dove fosse il sentiero e i segnali del CAI erano lontanissimi uno dagli altri: tutto facile d’estate con il sole… rifatelo con 1 metro e passa di neve, con visibilità di30mt e poi ne riparliamo!).

insomma, dal crinale, gran parte del gruppo non si è sentita di proseguire (in effetti non era facilissimo scendere) e quindi siamo dovuti tornare indietro (minchia, noi 5 eravamo già scesi a metà e siamo dovuti risalire sul ghiaccio… un bel mazzo!)

a quel punto ci siamo divisi, alcuni di noi sono tornati al rifugio, noi abbiamo preso il sentiero 35 che ci avrebbe portato ad orsigna dopo una lunghissima traversata in mezzo al bosco con un percorso non battuto, un vero culo! c’erano tratti in cui sinceramente non si capiva dove procedere, il sentiero era totalmente avvolto dalla neve, non si capiva se dovevamo scendere, salire, rimanere in quota… un paio di volte ci siamo impantanati nella neve alta fino alla vita, veramente da noi uomini duri! questo video da un po’ la sensazione di quanto sia duro camminare nella neve fresca!

in ogni caso è stato fighissimo, anche se a fine giornata stavamo belli cotti e infreddoliti!
al prossimo anno!

1 Commento

  1. Roberta

    Oh … ma il secondo da sx è proprio figo … sarà il passamontagna !?

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