mezza maratona notturna

ieri ho fatto la mezza maratona notturna di roma. ma iniziamo con il raccontare come era cominciata la giornata di ieri.
sveglia alle 8 per andare al matrimonio di fabio e sara ad orvieto. eh già, il giorno della corsa avevo un matrimonio con conseguente abbuffata. arriviamo ad orvieto, tempo incerto. eravamo i primi, non c’era nemmeno la famiglia dello sposo! finalmente, dopo un po’ di attesa si cominciano a vedere le prime persone, arriva lo sposo, neanche tanto teso, o almeno non lo era fino a quando non gli ho detto che avevo visto sara sulla A1 sul pullman della squadra di football del ghana!
dopo tanta, ma tanta attesa arriva la sposa. durante la celebrazione si scatena il putiferio atmosferico, pioggia, grandine, tuoni e fulmini. all’uscita dei novelli sposi tutto si calma, sembra incredibile ma addirittura esce il sole quando nessuno ci avrebbe scommesso 100 lire.


da lì inizia l’abbuffata, che poi tanto abbuffata non era, però insomma, sempre un matrimonio era, quindi diciamo che non ci siamo tenuti leggeri.
si parte per tornare verso casa alle 6.30, io mi ero portato tutto dietro sapendo che non sarei riuscito a tornare a casa. e infatti, visto che i pacchi gara li consegnavano entro le 21, siamo arrivato sotto l’ufficio alle 20.15, da lì sono andato direttamente alle terme di caracalla.
fatemi però raccontare il supporto della moglie e del coach (anche detto uomo di cristallo, ultimamente), perchè è bello avere persone che ti stanno vicino. “oh marco, quando devo fare al km?” (quanti minuti e secondi ci devo impiegare per 1 km in gara? ndr). marco: “boh… vedi, è una giornata strana, hai fatto il matrimonio, sei stato tutto il giorno in piedi, ti sei abbuffato, stasera farà pure caldo e umido…. boh… quanto hai fatto alla 10km?” “4’30″” e lui “boh… vedi tu… vedi come ti senti, ma stasera secondo me non ce la fai, non stai in condizioni buone, non è che sei fresco”. “oh grazie coach, grazie del supporto… se non ci fossi tu a spronarmi non riuscirei a fare proprio niente!”.
“carlotta, mi vieni a vedere stasera? almeno fai il tifo per me”. carlotta: “cosa? sono vestita da matrimonio… ma perchè non andiamo a casa prima? no no, sono stanca, mi fanno male i piedi… dai ti sarò vicina con la mente”.
insomma, mi hanno lasciato completamente da solo, senza tempi di riferimento e senza nessuno al traguardo… bastardi!
alle 23 parte la maratona notturna, 3500 partecipanti alla partenza. si parte da caracalla, si va verso l’appia, quarto miglio, appia antica, garbatella e da lì si ritorna verso il centro. gran parte della maratona si fa sui sanpietrini che sono veramente tosti. ogni passo è diverso dall’altro, ogni appoggio è diverso e ad ogni spinta ti trovi la pianta del piede messa in maniera diversa. aggiungete a questo che era in notturna, con gran parte delle strade completamente buie, senza lampioni, illuminate semplicemente dal chiarore della luna: in pratica non si vedeva una minchia, ma seriamente, non si vedeva nulla di nulla.
parto bene, veramente molto bene… faccio 4’20″/4’30” al km, crystal boy alla fine si era sbilanciato dicendomi di fare 4’50” al km. al terzo o quarto km, sull’appia, si sentiva la musica da una villa, ci doveva essere stata una festa… la canzone era “il triangolo” di renato zero… tutti quelli che correvano facevano il coretto “l’indirizzo ce l’ho… rintracciarti non è un problema…” si si, cantate cantate, ne mancano 17 di km, ve vojo vede’ io se cantate al 16imo.
tornando alla mia gara, al quinto km mi comincia a venire su la torta, all’ottavo mi sale su il secondo, al decimo km mi sale su il secondo primo e così via… fino al 16imo km era andato tutto abbastanza bene, tempi ottimi tra 4’30” e 4’40″m anche se ad ogni ruttino mi saliva su qualcosa! al 17imo ho cominciato a rallentare perchè mi stava tornando tutto il pranzo su, vi giuro mi sarei vomitato anche gli occhi. il problema è che all’area refreshment avevo preso un po’ d’acqua e me l’ero tirata addosso per il gran caldo. fatto sta che mi sono bagnato anche la maglietta, chiaramente, e soprattutto mi sono bagnato sulla pancia. dopo 1km dal refreshment, con un po’ di vento sulla pancia mi stava prendendo il vero squacquaraus, ma di quelli brutti brutti. ho stretto i denti, ho proseguito a ritmo più lento ma al 19imo ho avuto la debacle più totale… fitte alla pancia da rimanere piegato in due. mi sono fermato e ho cominciato a camminare per qualche centinaio di metri… non ci vedevo più dal dolore.
ad un certo punto mi sento gridare da dietro “daje triathlon ostia, daje!” (sulla maglietta, di dietro, ho una scritta “triathlon ostia”), mi sento prendere il braccio da uno che mi fa “daje, te tiro io fino alla fine, non molla'”. e io urlando “si cazzo, daje, ce la devo fare, dajeeee” e ricomincio a correre vicino a questo ragazzo. lui mi fa “oh, però poi io devo arrivare prima di te, senno’ al criterium rosico che mi stai davanti” (il criterium è la classifica sociale della triathlon ostia, ndr). “guarda, per me è già tanto se mi fai arrivare fino alla fine, tranquillo”.
solo che la fine non arrivava veramente mai, i 2km più lunghi della mia vita. ogni 50mt gli chiedevo “oh, ti prego, ma quanto manca, io sto alla frutta” e lui “daje daje, la senti la musica dell’arrivo?”. io sentivo tutto, gli angeli, la madonna, ma la musica dell’arrivo non la sentivo proprio. e lui continuava “dai, è tutta discesa, che vuoi di più?” boh, a me sembrava una mezza salita, oltretutto al buio e sui sanpietrini, ero veramente cotto. lui continuava “non ci pensare, pensa solo che mancano 800mt”. mamma mia, a quel punto mi era risalito veramente tutto, mi sarei vomitato pure le budella.
invece alla fine ce l’ho fatta con un tempo che, visti tutti i presupposti è un ottimo tempo. 1h 42′ 45″, ben 6 minuti e 10 secondi meglio della roma-ostia di marzo.
all’arrivo

1 Commento

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