Archive for gennaio, 2009

mamma li turchi!

eccoci tornati da istaMMMbul, anche questa volta se non ci hanno arrestato è perchè non ci siamo fatti prendere :-)

giusto qualche foto come ricordo di un bel capodanno in una città che sta diventando sempre più occidentale

tanti ricordi anche in questa vacanza… dal pezzo di carlotta al babylon, alla signora al topkapi che ha scureggiato, alla caduta dei carboni ardenti sul tappeto del locale, al rifiuto di fare elemosina al lava scarpe perchè gli avevo raccolto la spazzola, al tassista pazzo (di cui abbiamo un video che a breve pubblicherò), alle napoletane che hanno saltato la fila e ci hanno dato degli “scoppiati” (come dargli torto d’altronde, dopo averle perseguitate per tutto topkapi e averle blastate davanti ad ogni singola opera d’arte di tutto topkapi), alle fumate del narghilè (manco fosse un mega cannone stavamo tutti super fatti), ai gavettoni ustionanti e congelati fatti nei bagni turchi… insomma ci sono un botto di episodi da pisciarsi sotto dalle risate…

lo stupidiario

a grande richiesta cerco di scrivere uno stupidiario su tutte le cose che sono successe a istanbul che, in quel momento facevano pisciarsi sotto dalle risate, magari raccontate qui faranno ridere molto meno.

episodio 1. carlotta al babylon


il babylon è un locale molto figo di istanbul in cui fanno un sacco di eventi, da concerti, a festoni, a serate disco… sembra un po’ quello che era il piper a roma negli anni 60/70. una sera abbiamo avuto l’idea di andare in questo locale a vedere un concerto di una band che faceva le cover dei queen. andiamo davanti al locale dove c’era la biglietteria… come al solito facciamo un casino che metà bastava per pagare: chi paga a mezzi con un altro, chi salta la fila e gli infila i soldi sotto al vetro insieme ai soldi di un altro… insomma i soliti casinari. arriva il turno di carlotta, la scena a cui abbiamo assistito è stata la seguente. carlotta ferma davanti al vetro della biglietteria che fissava il ragazzo dietro al vetro. nessuno stava capendo che era successo. ad un certo punto carlotta gli chiede il biglietto, quello dice che la doveva pagare, carlotta gli dice che lo ha pagato dandogli prima 50 lire turche (il prezzo era 25 lire) e che aspettava il biglietto e 25 lire di resto. il tipo gli fa: no no, non mi hai pagato. carlotta: non scherzare, i give you 50! nasce una litigata tra carlotta e il tipo tanto che intervengono i buttafuori… carlotta che strilla “i give you 50, come on, i give you 50!!!”, il tipo che fa “no no, no 50!”. ad un certo punto il tipo fa a carlotta “you are stupid”. a tale affermazione carlotta non ci vede più e gli fa “ahhh i’m stupid?! you are stupid”, assistiamo a 5 minuti di botta risposta tipo “you are stupid” e l’altro “no you are stupid”… ad un certo punto carlotta apre la porta della casupola della biglietteria per riprendersi da sola i soldi!
alchè intervengono i buttafuori, carlotta la tengono ferma e non si sa come carlotta gli rida’ tutti i biglietti che aveva venduto fino a quel momento del nostro gruppo (7) e si prende i soldi che stavano sul bancone che però non erano solo i nostri soldi ma erano soldi mischiati anche di altri clienti! insomma di 7 biglietti (175 lire) carlotta prende 230 lire… in pratica gli avevamo fottuto 55 lire!
a questo punto christian fa a tutti: allora cazzo! adesso vado la, con calma, sono il più calmo, non mi deve seguire nessuno senno’ gli do un pugno. vado la, gli dico che ci ha dato più soldi, glieli rido, mi scuso del casino e compriamo sti cazzo di biglietti, ok?
la scena è stata la seguente: christian entra nel botteghino e esattamente 7 secondi dopo esce con i soldi in mano e fa “ma vaffanculo turco del cazzo, non mi fai parlare? allora io ti inculo i soldi…”
morale: abbiamo fottuto 55 lire ai turchi e non abbiamo visto i queen… però le scene di carlotta che batte e ribatte “you are stupid” al tipo sono impagabili… solo quelle valevano il prezzo del biglietto

episodio 2. signora al topkapi


andiamo al topkapi, una tenuta dei sultani di istanbul costruita nel 1500 che è l’attrazione più importante di istanbul, quindi pienza zeppa di persone.
mentre gironzolavamo per questa tenuta si sente un tanfo assurdo. ci guardiamo e ci chiediamo l’uno con l’altro “ma che hai scureggiato te?” “no io no”, “no, non sono stato io, l’avrei detto”, “no nemmeno io, ne sarei andato fiero, ti pare?”. guardiamo avanti e c’era una signora di una certa età… alchè christian fa ad alta voce “ahhh, è stata la signora a scureggiare”… chiaramente la signora era italiana! si gira all’improvviso, noi in una frazione di secondo realizziamo che era italiana e in un’altra frazione di secondo prendiamo e ci sparpagliamo tutti facendo i vaghi… minchia che figura di me**a, certo che la signora s’era magnata il sultano del topkapi!

episodio 3. napoletane al topkapi


come detto prima al topkapi c’è una fila enorme per fare i biglietti, quindi ci si mette in fila e si aspetta il proprio turno. fatto sta che noto un gruppo di italiane, anzi di napoletane, che fanno le vaghe e si guardano intorno con l’aria di quelle che vogliono saltare la fila. esco dalla fila e mi appoggio vicino al botteghino… con una faccia da culo estrema queste saltano tutta la fila e fanno i biglietti… appena presi i biglietti gli faccio “ammazza che faccia da culo che avete! noi siamo tutti coglioni che stiamo in fila? ahh non rispondete? eh certo, tanto ormai la figura di merda l’avete fatta”. in quel momento le seguo e strillo verso il nostro gruppo “christian, queste sono le napoletane che hanno saltato la fila, guardatele tutti, loro, si proprio loro hanno saltato tutta la fila”. sembrava finito la, noi facciamo la nostra fila, entriamo nella tenuta del topkapi e chiaramente nei vari padiglioni chi vi becchiamo? le napoletane… in uno di questi padiglioni, dove c’erano tutte vetrine con gioielli, vasi, armi ecc. ecc. le vediamo ferme davanti ad una vetrina. io e christian ci avviciniamo da dietro, loro non ci vedono. christian, con la guida aperta in mano fa finta di leggere dicendo “in questa vetrina si possono ammirare le napoletane, una razza che tende a saltare la fila” io gli faccio “ah ma è una razza autoctona?” e lui “no no, non è del posto, lo fanno perchè sono napoletane”… alchè si girano, ci guardano e fanno “andiamo via, questi sono gli scoppiati di prima!”

episodio 4. la spazzola


ad istanbul ci sono molte persone che fanno i lustra scarpe… chiaramente sono persone molto povere che racimolano qualche spiccio da chi si fa pulire le scarpe. un giorno camminavamo per una via e davanti a noi avevamo un lustra scarpe che ci precedeva. ad un certo punto gli cade la spazzola, non se ne accorge, io la raccolgo, lo chiamo e gliela rido’. lui mi da la mano, mi ringrazia, mi ridice “grazie grazie, veramente”, non mi lascia la mano, io gli faccio “no problem man, you are welcome”. lui continua a tenermi la mano e mi fa “dai ti pulisco le scarpe”. io gli faccio “no no, non se ne parla, non ti preoccupare”, lui a forza mi prende la scarpa la mette sul cazzimpocchio e me la spazzola. io veramente non volevo farmela pulire, non mi interessava niente… lui invece me l’ha voluta pulire per, pensavo io, sdebitarsi del fatto che gli avessi raccolto la spazzola.
a fine spazzolata mi fa “money money, please”… io lo guardo e gli faccio “eh no dai, t’ho raccolto la spazzola, mo non fa l’ingordo!”

dedicato a tutti coloro che hanno un capo al di sopra di loro……….. ma soprattutto dedicato a chi è capo di qualcun altro

Un macellaio stava lavorando nel suo negozio e si sorprese quando vide entrare un cane. Lo cacciò ma il cane tornò subito. Cercò quindi di mandarlo via ancora, ma si rese conto che il cane aveva un foglio in bocca. Prese dunque il foglio e lo lesse:
“Mi potrebbe mandare 12 salsicce e tre bistecche di manzo per favore?”
Il macellaio notò pure che il cane aveva in bocca un biglietto da 50 euro. Così prese le salsicce e le bistecche e le mise insieme in una borsa che mise nella bocca del cane. Il macellaio rimase molto colpito e, siccome era già ora di chiudere il negozio, decise di seguire il cane che stava andando in strada con la borsa tra i denti. Quando il cane arrivò ad un incrocio, lasciò la borsa sul marciapiede, si alzò sulle zampe posteriori e con una delle anteriori schiacciò il pulsante dei pedoni per cambiare il segnale del semaforo. Prese di nuovo la borsa ed aspettò pazientemente che il semaforo desse il via ai pedoni. Allora attraversò la strada e camminò fino ad una fermata del bus, mentre il macellaio stupefatto lo seguiva da vicino. Alla fermata il cane guardò verso la mappa delle rotte e degli orari e si sedette sul marciapiede ad aspettare il suo bus. Arrivò uno che non era il suo, ed il cane non si mosse. Arrivò dunque un altro bus ed il cane dopo aver visto che era quello giusto, salì dalla porta posteriore affinché il conduttore non lo potesse vedere. Il macellaio, a bocca aperta, lo seguì. All’improvviso il cane si alzò sulle zampe posteriori e toccò il campanello della fermata sempre con la borsa tra i denti. Quando il bus si fermò, il cane scese, ed anche il macellaio, ed entrambi camminarono per la strada finché il cane si fermò a una casa. Pose la borsa sul marciapiede, e prendendo la rincorsa, si lanciò contro la porta. Ripeté l’azione diverse volte, ma nessuno gli aprì la porta. Allora il cane fece il giro della casa, saltò un recinto, si avvicinò ad una finestra e, con la testa, colpì diverse volte il vetro. Ritornò alla porta che si aprì e comparve un uomo che cominciò a picchiare il cane.
Il macellaio corse verso l’uomo e gridò:
“Santo cielo, che cosa sta facendo? Il suo cane é un genio!”
L’uomo irritato rispose:
“Un genio??? Questa é la seconda volta nella settimana che questo stupido dimentica le chiavi!!!”

Morale: PUOI SEMPRE SUPERARE LE ASPETTATIVE MA DAVANTI AGLI OCCHI DEL TUO CAPO SARAI SEMPRE AL DI SOTTO DELLE SUE ATTESE!!!

vespa di legno

guardate di che cosa sono stati capaci questi portoghesi…

hanno costruito una vespa funzionante tutta di legno… incredibbbbile! per le altre foto della lavorazione vi lascio il link!

ma che bontà!

finalmente..alla frutta!

effetto wii

a natale bacco mi ha regalato la wii… girando per la rete ho beccato questo articolo che rispecchia esattamente quello che mi è successo i primi giorni; c’è da scompisciarsi dalle risate!

da “il sole 24 ore

“Sono anni che faccio sport quasi quotidianamente, con ottusa e tossica determinazione. Appartengo a quella schiera di sportivi compulsivi che se c’è il sole si va a correre, se piove o nevica meglio ancora. Con il sereno ci vanno tutti, con le intemperie siamo in pochi, ci riconosciamo, ci salutiamo. In anni che faccio sport in condizioni climatiche proibitive non mi sono mai ammalato. Non ho mai avuto uno strappo muscolare o una lussazione. Poi ho trascorso una serata a gareggiare con quattro ragazzini di dieci anni alla wii e mi sono strappato la spalla destra. Sono quattro giorni che ho la febbre, la bronchite mi fa fischiare i polmoni, gli amici mi guardano con commiserazione.
Dopo il Natale 2008 e alla faccia della crisi, pagando in contanti o indebitandosi pur di metterci le mani sopra, molte famiglie si sono lanciate sulla wii. Per questo ho voluto provarla anch’io. La wii è una sorta di simulatore di sport da salotto tutt’altro che economico, un surrogato dei campi sportivi al tempo del l’apocalisse. Per l’esatteza è un videogioco, una consolle con la quale i bambini si confrontano agonisticamente con dei pupazzi dentro la tv, brandendo in mano una specie di cornetta e utilizzandola di volta in volta come fosse una racchetta da tennis, una palla da bowling, una mazza da golf. Con movimenti che sembrano la caricatura di quelli che farebbero sul campo di gioco. Oltre alla cornetta esistono anche altri supporti, tra cui una specie di piattaforma da mettere in terra e su cui salire per simulare altre attività.

La wii però non è di sola pertinenza dei bambini. Nell’epoca della dissoluzione dei conflitti tra le generazioni, la dialettica tra padri e figli si inscena nei salotti dei nostri appartamenti. I figli finiscono trionfanti ogni partita, genitori e nonni si lasciano cadere doloranti sui divani, gli occhi spalancati, i capelli in aria e la minaccia dei compiti come unica via d’uscita per non abdicare del tutto al principio dell’autorità. Ho trascorso una serata a farmi umiliare da quattro ragazzini a ogni sport che ho simulato dentro il salotto. Era tutto così mortificante che non esultavano nemmeno più. Mi guardavano come dire che ce l’avevano messa tutta, per non vincere. Ogni tanto, quando ero esausto, scappavo in cucina tra gli adulti. Lì ferveva un gran dibattito sugli elettrodomestici che ciascuno dei presenti possedeva. Noi abbiamo la macchina per fare il pane e l’affettatrice. Noi la macchina per fare il pane no, ma abbiamo quella che trasforma l’acqua dell’acquedotto in acqua gasata, guardala lì, senti che buona. Poi comunque anche sulla macchina del pane bisognerebbe discutere, perché ci sono quelle che ti preparano anche la pasta per la pizza, e quelle che invece fanno solo il pane. Noi abbiamo la vaporiera, ma la usiamo tantissimo. Sarebbe bello comprarci il bimby, con il bimby si fa tutto. E la gelatiera? Dalla cucina poi tornavo in salotto richiamato dai quattro ragazzini che mi dicevano che se non giocavo l’articolo lo scrivevano loro.

Così ho giocato prima a tennis. È stato a tennis che mi sono fatto male alla spalla, con un rovescio pensato come se avessi in mano una racchetta, ho lanciato il braccio, ho sentito una fitta, ho fatto finta di niente. Poi ho perso stoicamente quasi ogni partita, stringendo i denti, esultando ogni volta che ho fatto un punto. Al pugilato dovevo fare così pena, ai miei sodali, che mi hanno fatto combattere al primo livello, quello dei negati e degli adulti. Era così basso il grado di difficoltà, che i pugili contro cui combattevo avevano gli occhiali, il che dava la misura della considerazione che avevano di me i miei avversari. Anche contro i pugili quattrocchi, comunque, ho dovuto penare. A bowling i miei lanci pendevano a sinistra, mai fatto uno strike. Non so come fosse possibile, lanciavo in avanti la cornetta, la palla andava storta. Peggio di me, soltanto una mia piccola avversaria, che lanciava ostinatamente e sadicamente la palla contro il pubblico, che saltava dolorante o indispettito. Al golf, infine, ho totalizzato il record negativo. Complice la spalla che ormai non sentivo più, e forse anche a causa dello stordimento per la cena, ma insomma la pallina la lanciavo sempre in mezzo agli alberi, tra l’erba alta, e comunque lontanissimo dalla bandierina. La serata si è conclusa così, con questa mia totale disfatta tecnologico/sportiva. Tutto è finito con la mia spossatezza, il mio infortunio e il loro trionfo così smaccato e iterato da rasentare la noia più totale.

Così, ammutolito sul divano, ho pensato che finiremo tutti bianchicci, con incarnati da salotto, a fare sport in questo modo. Almeno fino a quando non inventeranno i simulatori di aria buona, quelli di sole, di pioggia e di neve. In parte li hanno già inventati. Poi ho pensato che poco per volta non avremo più bisogno di nessuno, potremo finalmente murarci vivi dentro casa. Il mondo, che resti fuori, e non disturbi il nostro sonno. Tennis, ci giochiamo in casa. Golf pure. Il pane ce lo facciamo, la pizza anche, compriamo un prosciutto enorme e ce lo affettiamo giorno dopo giorno con gusto e parsimonia. L’acqua gasata è un attimo. Abbiamo tutto, non vogliamo più nessuno. Siamo pronti per la fine del mondo.”

cmq per la cronaca ora sono arrivato a 1914 come livello a tennis… e andiamo!

come funzionano le poste

vi volevo raccontare quanto funzionano bene le nostre care poste italiane.

sabato mattina ci citofona il postino dicendo che c’era una raccomandata a mio nome. già stavo bestemmiando in turco pensando che fosse una multa, un’altra multa di bacco chiaramente!
scende carlotta (io stavo tipo in mutande) e ritira la raccomandata: per fortuna niente di che, era semplicemente la risposta ad un ricorso che carlotta aveva fatto per una multa di un po’ di tempo fa.

menomale, mi avrebbe veramente rovinato il weekend.

martedì, tornando dal lavoro, che ti becco nella cassetta delle poste? un avviso che c’era una raccomandata per me! cazzo! un’altra multa ho pensato, forte pure del fatto che il numero di raccomandata iniziava con il 7, quindi attenzione perchè se inizia con il 7 è sicuramente una multa (maurizio’s tip! :-)

stavo veramente sbroccando, l’avevo scampata sabato ma stavolta era sicuro una multa… la risposta al ricorso ci era arrivata, non poteva essere nient’altro che una multa! mi mettto su internet, cerco di capire da dove proviene la raccomandata ma non trovo niente!

il giorno dopo mi alzo preso, alle 8.15 sono davanti l’ufficio postale di acilia (nota: sappiate che quell’ufficio postale raccoglie ormai mezzo milione di persone, da casal palocco, all’axa, ad acilia, al nostro quartiere…. veramente un mare di persone). l’ufficio apriva alle 8.30 e alle 8.15 già c’era la fila fuori.

arrivano le 8.30, aprono, prendo il mio bel numeretto L002 e aspetto… arriva il mio turno, la signora mi da la busta, vedo che è dei vigili e tra me e me mi dico “non c’è scampo, tutte le speranze sono finite, è una multa”.

mi allontano con la busta, la apro e che ti trovo dentro? una fotocopia fatta col ciclostile dove mi dicevano che un mio parente aveva ritirato la raccomandata che mi era arrivata sabato! vi giuro non ci volevo credere… immaginate voi che storia: esce un omino il sabato, mi porta la raccomandata a casa, carlotta la ritira… il martedì esce un altro omino che prova a consegnarmi la raccomandata dove mi si avvisa che carlotta ha ritirato l’altra raccomandata, mi citofona, non trova nessuno, mi lascia un avviso di giacienza e riporta la raccomandata all’ufficio postale. arrivo io, apro la cassetta, trovo l’avviso di giacienza, mi incazzo pensando che sia una multa, mi alzo presto, faccio la fila alla posta e ritiro un fogliaccio fotocopiato dove mi dicono che un mio parente ha ritirato la mia raccomandata!

beati a loro… non c’hanno veramente niente da fare!

non c’è due senza tre

non c’è tre senza quattro, non c’è quattro senza cinque e speriamo basta veramente!

mi sono sempre dimenticato di dirvi che la sig.ra martinoli (quanto rosica di questa cosa…) il giorno del matrimonio doveva andare al centro a farsi bella. accende la macchina e che cosa trova? provate a indovinare… la figura qui accanto vi potrebbe aiutare! eh già, aveva bucato un’altra volta, a che numero siamo? boh!?

l’altro sabato dovevo usare la macchina e carlotta dovva andare al centro. prendo la macchina faccio qualche metro e le faccio “carlo’, ma non setti un rumore strano?” e lei “no no, sono le buche sulla strada”…. bah… lascio carlotta alla metro, continuo e sento che il rumore è veramente strano… mi fermo e che cosa trovo? un’altra ruota bucata! chiaramente non avevo bucato io perchè il rumore l’ho sentito appena presa la macchina… ormai non ci sono più parole!

ahhh conoscete qualche assicurazione che assicura i copertoni?