Archive for novembre, 2008

circeo in vespa

ieri siamo stati insieme agli OMD al circeo. il tempo la mattina non prometteva bene, ma il meteo visto il giorno prima lasciava qualche speranza almeno a non prendere la pioggia. da casa siamo andati ad albano dove subito dopo il caffè ha fatto uno scroscione degno di tale nome. appena la pioggia ha smesso, botta di pedivella e via sull’appia fino al circeo. abbiamo preso un altro scroscione all’altezza di cisterna ma poi il sole ci ha baciato per il resto della giornata (e in effetti il sole bacia i belli mica per caso!)

arrivati al circeo, zampe sotto al tavolo con pranzo a base di pesce… spaghetti alle vongole e frittura di calamari… ci siamo alzati con un sonno preoccupante ma una volta in sella alle nostre amate ci siamo ripresi. stop a sabuadia per qualche foto e poi via sulla pontina per i romani, o sull’appia per gli omd.

giornata molto bella!

wassup!

vi ricordate questo video? era un pubblicità che andava in america ma che uscì anche su internet…

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guardate questo ora! che tajo!

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homer simpson per obama

troppo figo!

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perchè mi chiedo io…

…rivisto…

(da un articolo di repubblica.it di curzio maltese – l’immagine peggiore)

I bookmakers in questi casi non accettano scommesse. Da mesi, in previsione dell’evento storico dell’altra notte, si aspettava la prima gaffe di Silvio Berlusconi sul colore della pelle del nuovo presidente americano. Il Cavaliere non delude mai le peggiori aspettative e la battuta è arrivata. L’unica sorpresa è la tempistica. Ad appena ventiquattr’ore dall’elezione il premier se n’è uscito con la storia di Obama “abbronzato”. Non è la solita cafonata alla quale ci ha abituato e ci siamo ormai rassegnati da lustri. È una definizione grondante di razzismo.

Il peggior razzismo, quello semi inconsapevole e quindi assai autoindulgente che dilaga in Italia, fra la preoccupazione del resto del mondo. Una malattia sociale che un governo responsabile dovrebbe combattere, invece di sguazzarci con gusto.

Scontata la gaffe, ovvia la reazione. In simili frangenti Berlusconi adotta due reazioni standard. La prima: non l’ho mai detto. È la più assurda, ma paradossalmente efficace (in Italia). Come fai a discutere con uno che nega se stesso? La seconda è: l’ho detto ma non avete capito.

Stavolta ha usato questa. “Abbronzato era un complimento, una carineria” ha spiegato ai soliti cronisti bolscevichi. “E se non lo capite, allora andate a fare…”. Sommando così carineria a carineria.

S’intende che “andare a fare” è detto con affetto. Con eguale affetto i giornalisti potrebbero ricambiare l’invito, ma probabilmente le giustificazioni valgono solo dall’alto verso il basso.

Non stiamo a farla lunga. Non si tratta solo di vergogna. Chi ne ha ancora la forza? È piuttosto la disperazione di essere ogni volta precipitati in questo indegno pollaio. Gli elettori americani in un giorno hanno cambiato la storia del mondo. L’avvento del figlio di un africano alla Casa Bianca sta spingendo miliardi di persone, pur nel mezzo di una crisi spaventosa, a interrogarsi sui valori profondi della democrazia, la più straordinaria conquista dell’umanità, in fondo a un cammino secolare di sangue e intolleranza. E il contributo dell’Italia berlusconiana a questo grandioso dibattito qual è? Questa miserabile trovata, volgare e razzista, senza neppure il coraggio dell’assunzione di responsabilità o la dignità di porgere le scuse.

Non bastava la sortita a caldo del ministro Gasparri, il quale, confondendo le proprie ossessioni di ex fanatico fascista con la competenza internazionale, aveva commentato “sarà contento Bin Laden”. Ci voleva pure lo strazio supplementare della “battuta” di Berlusconi, che ha ormai girato il mondo, con danno enorme per il Paese. In pochi minuti infatti la rete ha deluso la speranza residua, che non lo prendessero sul serio, come altre volte. Come siamo abituati a fare qui, rassegnati a non scandalizzarci per lo scandalo, a non chiamare fascismo il fascismo, razzismo il razzismo.

C’era stata la rincorsa provinciale ad appropriarsi di Obama. Tutti si proclamano o cercano l’Obama italiano, a destra e a sinistra. Quando in Italia un Barack Obama non avrebbe neppure il diritto di voto. I figli d’immigrati, 440 mila fra nati e cresciuti qui, non sono considerati cittadini italiani, per via del medievale ius sanguinis. Lo ricordiamo nell’ipotesi, piuttosto remota, in cui fra le centinaia di obamisti dell’ultima ora si trovasse un politico serio. Ecco l’occasione per proporre finalmente una legge civile in materia d’immigrazione.

A cominciare dal presidente del Consiglio, i cui molti cantori hanno illustrato nei giorni scorsi alle masse ammirate le straordinarie analogie fra Berlusconi e Obama. Come non scorgere, del resto, l’assoluta comunanza delle due parabole. Il figlio di un pastore kenyano che arriva alla Casa Bianca a soli 47 anni e promette di cambiare il mondo. E l’uomo più ricco d’Italia che a 72 anni, con il solo aiuto del novanta per cento dei media da lui controllati, torna a Palazzo Chigi, dopo aver cambiato i capelli. È naturale che Berlusconi abbia adottato Obama, ripromettendosi di dargli presto “buoni consigli”. Incrociamo le dita perché non avvenga, nell’interesse stesso del premier. Non si sa come la Casa Bianca potrebbe reagire a una frase del tipo: “Vieni, abbronzato, che ti spiego come non farsi processare”.

Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto sia normale. Però quanto stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: “Il popolo ha scelto. Ho avuto l’onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una giornata storica”. Non si potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra italiana, anche di seconda mano?

not in my name

vi volevo segnalare questo sito: http://www.notspeakinginmyname.com/

dal sito: “This website does not have political party affiliations. It is a spontaneous gathering of Italians that feel embarassement and indignation in being represented by Prime Minister Silvio Berlusconi and his Government. We believe that our representation in politics is a serious matter. It needs to be faced with rigour and seriousness. Mr. Berlusconi, when you speak, you should represent the entire Italian population.”

free blogger

un incaricato di veltroni, franco levi, ha depositatato alla commissione cultura del camera la famigerata levi/prodi che in sostanza dice:

– ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale
– ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all’Agenzia delle Entrate
– ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione)
– ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa
– ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di “stampa clandestina“: due anni di carcere e sanzioni economiche.

chiaramente è una cosa assurda e senza senso… per aiutare la commissione ad esaminare la proposta di legge beppe grillo ha indetto una campagna sul web chiamata freeblogger. per altre info leggete qua
Free Blogger

Articolo di “Punto Informatico”
Analisi di Daniele Minotti

io c’ho messo la mia brutta faccia!

che taglio!

sto pure sul sito di beppegrillo.it! se andate in home page e cercate sulla testata l’orario 13:39:07 c’è il mio bel faccione… che taglio!

roma-barcellona in vespa

il grande enrico, che qui vedete in vespa in quel di cefalù lo scorso giugno, ha deciso di fare in solitaria la tratta roma-barcellona in vespa.

che dire… beh c’è poco da dire… una persona che decide di farsi in solitaria una tratta così lunga, per di più a novembre, lontano dalle strade affollate dell’estate, con alta possibilità di trovare brutto tempo sulle strade, è solo da stimare.

in solitaria se tu, solo, seduto sulla sella, culo piatto per chilometri e chilometri, su strade belle, strade brutte, strade con buche, strade dritte e strade con curve… ma sei sempre e solo tu con la tua vespa e basta!

ho appena ricevuto un sms da enrico che dice che in questo momento si trova a ventimiglia, con un piede in italia e uno in francia… che invidia ad avere un coraggio del genere! in bocca al lupo enrì, anzi “mucha mierda”!

weekend con il morto

questo weekend siamo stati in un casale vicino ad orvieto, alla tenuta di corbara per essere precisi. il posto è veramente molto bello, immerso nel verde dell’umbria.
lo scopo del weekend era festeggiare a sorpresa marco (anche se poi tanto sorpresa non era visto che qualcuno si è fatto mezzo sgamare), ma anche scoprire chi fosse l’assassino di un racconto di agatha christie messo in “scena” da alcuni di noi, come ad esempio carlotta, manuel e il sottoscritto.

pessima la figura di carlotta che non si era letta tutto il racconto (tre topolini ciechi, per la cronaca) e a malapena si ricordava il suo nome… quando la voce narrativa (simona) le faceva alcune domande lei creava da zero la storia, senza alcun nesso con quello che era veramente il racconto… che figuraccia… considerate che io ero il marito nella storia chiamato gilles davis, e ogni volta che lei si rivolgeva a me mi chiamava con un nome diverso: billy, jack, john…
vabbeh, comunque l’assassino era il sergente trotter

come al solito la nostra combriccola (io, fabrizio, christian, manuel, marco…) ha creato un po’ di panico dopo che la storia della narratrice si era dilungata oltre la nostra soglia di attenzione, ovvero 5 minuti…

scena mitica è stata la spedizione punitiva alla arancia meccanica di me, fabrizio e christian contro manuel. stamattina il pacato manuel si trovava sotto la doccia quando il team punitivo è entrato in camera di manuel, ha portato via qualunque cosa, e quando dico qualunque intendo tutto: vestiti, borse, asciugamani, lenzuola materassi, tappeti, tende… quando il malcapitato manuel è uscito dalla doccia e non ha trovato nulla si è affacciato, nudo come un verme, fuori dalla casetta e a quel punto, canticchiando la musichetta di arancia meccanica, lo abbiamo pestato di cuscinate fino a quando qualcuno ha sgravato, gli ha fatto male e manuel è diventato come l’incredibile hulk, ha tirato giu un bestemmione, ci ha dato 3/4 cazzotti sui reni a tutti e ha tirato la rete di un letto contro il muro… che scena mitica… manuel era irriconoscibile… bellissimo!

questo è il video dopo che manuel si era calmato dalla furia omicida…

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